Erotici Racconti

Una fidanzata gioca col fuoco, ma finisce per scottarsi

Scritto da , il 2017-01-08, genere dominazione

Dedico questa storia vera ed inedita ad una lettrice che dovrebbe avere il coraggio di vivere la sua vita a tutto tondo. Spero che leggendola possa trovare in lei la forza per farlo e per diventare quella che io credo lei sia.

Anche questo racconto parla di dominazione. Diversa da quella contemplata nel mio ultimo racconto. In quest' occasione determinante è stata la sfera visiva, la mente che ha generato le mie azioni invece è stata il supporto alla mia immagine.

Per lavoro viaggiavo molto, oggi assai di meno in quanto abbiamo aumentato l'organigramma aziendale. Una delle mie zone operative era il Piemonte e Torino e la sua cintola industriale in primis.

Amo Torino mentre onestamente faccio più fatica a relazionarmi con il carattere chiuso di molti torinesi. Amo questa città affascinante, i suoi ampi e bellissimi viali, i suoi bar che trasudano di tradizione.

In quei tempi quando mi recavo in Piemonte vi passavo tutta la giornata per ottimizzare la trasferta. La mia metà per la pausa di mezzogiorno era sempre Piazza Vittorio Veneto. Per chi non la conoscesse è una vasta piazza rettangolare posta davanti alle colline che costeggiano il fiume Po. E' circondata da palazzi settecenteschi di origine francese. Bellissima.

Era giugno, quindi diversi bar con tavolini all'aperto. Quel giorno ero in giacca e cravatta in quanto sapevo essere il giusto abbigliamento per un paio di clienti assai formali.

Stavo leggendo il giornale quando ad un tavolino leggermente in diagonale al mio si siede una bella ragazza. La osservo un attimo. Sui 25, elegante in un vestito sbracciato al ginocchio e scarpe a tacco alto. Penso possa trattarsi della commessa di uno degli eleganti negozi che si affacciano sulla piazza.

Mentre sto leggendo mi sento osservato, alzo lo sguardo e noto che mi fissa di continuo. Decido allora di giocare un poco con lei. Già a quei tempi avevo un carattere assai dominante e da sempre amo leggere negli altri.

Decido di darle l'impressione di subire il suo sguardo e il suo fascino e quindi abbasso subito il mio. Evidentemente alla ragazza piace eccitare gli uomini magari senza poi andare oltre perché attraverso gli occhiali da sole che indosso scorgo un sorrisino di soddisfazione.

Decido di tornare a lei in modo da sembrarle timido e impacciato e lei reagisce accavallando le gambe molto lentamente mentre il cucchiaino del caffè esce ed entra lentamente dalle sue labbra contornate da un elegante ed erotico rossetto.

Porto allora il giornale davanti al mio volto come se non volessi sopportare altro da lei. Lo ripiego un attimo per finire la birra che avevo ordinato ed incontro di nuovo il suo sguardo mentre con la mano si accarezza la generosa parte di coscia che una gonna di sicuro volutamente risalita, lascia scoperta.

Ripeto l'operazione di prima ponendo il giornale davanti a me, ma poi decido che è ora di ribaltare la situazione. Lentamente lo abbasso proprio mentre lei scavalla lentamente per rimanere con le due gambe leggermente discoste e che muove lentamente di lato.

La guardo...questa volta tengo lo sguardo su di lei. Non se lo aspetta. Per accentuare la pressione tolgo gli occhiali da sole e punto fisso i miei occhi nei suoi. E' imbarazzata, vedo le mani che si muovono nervosamente.

A quel punto chino leggermente la testa per fissare diritto in mezzo alle sue cosce. Non si aspettava nemmeno questa, reagisce accavallando le gambe e lisciando la gonna. Con lo sguardo sempre fisso sulle gambe , scosto le mie, alzo lo sguardo verso di lei, lo riabbasso verso la forte erezione che i pantaloni in fresco di lana non riescono a celare e quindi poi lo rialzo verso di lei sorridendo.

Si alza stizzita. Il gioco ora non le piace più. Sorridendo tra di me, la vedo entrare nel bar e dopo aver pagato, avviarsi verso i portici di Via Po.

Mi fermo ancora qualche minuto, poi pago e mi dirigo verso via Roma dove ho parcheggiato.

Senza nemmeno pensarci imbocco via Po che è la via che unisce le due parti del centro storico torinese. Sono sul lato destro della via quando per caso lo sguardo mi cade su quello sinistro e la vedo davanti alla vetrina di un negozio di moda griffata.

Attraverso la strada quasi sopra pensiero.

Arrivo davanti alla vetrina con lei assorta che non mi nota

"In effetti credo che le starebbe benissimo"

La ragazza sta difatti guardando con attenzione il manichino con un vestito molto elegante che di sicuro saprebbe valorizzare.

"Scusi, le ho chiesto forse un suo commento?"

Continuo senza considerare le sue parole

"Lei ha un fisico che tende a valorizzare tutto, ma questo le cadrebbe in modo perfetto fasciando alla perfezione le sue forme"

"Ma lei , ma come si permette?" Come prima faccio finta di nulla.

"Logicamente non dovrebbe scegliere il colore in vetrina in quanto mal si abbinerebbe con il perizoma che indossa oggi visto che prima ha voluto io lo notassi"

Mentre parlo accanto a lei guardo fisso il manichino senza rivolgerle uno sguardo.

Reagisce nervosamente balbettando una risposta che sembra non venirle.

"Ma.. ma..., ma lei è un porco"

"Oh non sai quanto, ma sono anche uno che pensa che le cose belle debbano portarle le donne belle"

Il passaggio ad un livello confidenziale è voluto per accentuare la sua indecisione e sorpresa.

Vorrebbe dire altro, ma non ci riesce.

"Quindi ora io entro e chiederò a quella gentile commessa di mostrarmi un vestito del colore adatto per la mia adorabile nipotina"

"Ma lei è pazzo, tra l'altro non potrei mai permettermelo"

"Difatti sarà un mio regalo sempre per la motivazione che ti ho esposto prima"

"Ah ecco ho capito, mi vuole comprare. Guardi lei è sempre più villano, chi le assicura che io poi ci starei?"

"Nessuno, proprio nessuno. Quando usciamo sarai libera di andartene senza alcun obbligo, quindi ora entro visto che non ho tempo da perdere"

La lascio inebetita davanti all'uscio, ma quando mi rivolgo alla commessa con la mia richiesta e lei dimostra di essere assai sveglia se come credo ha capito che la giovane è tutto meno che mia nipote, la ragazza senza nome entra nel negozio come se fosse in catalessi.

Come immaginavo il vestito le sta da Dio e quando si rimira allo specchio, intuisco che sia intimamente felice di quello che vede. Lo faccio incartare, pago , le porgo la confezione ed usciamo.

"Come vedi non mi ero sbagliato, è perfetto per te, farai un figurone quando lo indossi. Ora, qua vicino c'è un cinema. Ebbene io andrò in quella direzione per godermi il film. Tu hai la possibilità di andartene dove vuoi o di seguirmi"

Senza aspettare la sua risposta comincio a camminare verso un multisala che ho notato più volte nella zona. Non mi giro. Mi muovo lentamente cercando di captare rumori rivelatori alle mie spalle. Non sento nulla per diversi minuti , poi in prossimità del cinema rallento e in quel mentre sento dei tacchi che percuotono la pavimentazione.

Solo allora mi giro e la vedo che sta mettendo via il suo cellulare. Mi dirà dopo che ha chiamato una sua collega per sostituirla un paio d'ore. Mi dirigo alla cassa e prendo due biglietti per la sala superiore senza nemmeno guardare il film che danno.

Ci accomodiamo nell'ultima fila. Proiezione delle 14. Nessuno.

Non appena seduti le prendo il viso e con decisione lo porto alla mia bocca. E' sorpresa dalla mia decisione, ma reagisce con voglia. Le nostre lingue si intrecciano a lungo. La mia mano va alla sua gamba e risale lenta sotto la gonna. La accarezzo a lungo senza mai arrivare al suo perizoma.

"mmmmm come hai fatto a capire?"

"a capire che ti piace eccitare gli uomini e poi scappare se non trovi quello che ti faccia sentire davvero troia, giusto?"

"giusto mmmmmmmm"

"colui che sappia trattarti per la puttana che sei e come sicuramente quel cornuto di fidanzato che una come te di sicuro ha, non riesce a fare, vero?"

"che ...stron...zo sei.. ma è mmmm cosi"

Nel pronunciare quelle parole, prendo le sue gambe e le apro oscenamente appoggiandole sui braccioli dei posti a sedere

"mmmm cazzo che porco sei...mi fai impazzire"

"infila una mano sotto il perizoma e ...toccati..." mentre prendo la sua mano e la porto sulla patta dei miei pantaloni.

"mmmm che cazzo duro....lo voglio"

"su troietta vediamo quanto, dimostramelo"

Mi guarda con aria di sfida....si sposta tutta verso di me....e comincia a leccare vogliosa il mio cazzo da sopra i pantaloni. E' bravissima .... Non si accorge che nel frattempo è entrato un signore sui 60 anni che incuriosito dai rumori che arrivavano da dietro , è ora in piedi all'ingresso della fila in cui siamo.

Mentre la ragazza a quel momento ancora senza nome, abbassa la lampo dei mie pantaloni e comincia a succhiare il mio cazzo facendolo entrare lentamente in bocca, faccio segno al tipo di avvicinarsi e di sedersi accanto a lei. Vedo che si tocca in mezzo alle cosce e allora gli faccio segno di liberare il suo fallo.

Mentre la testa della ragazza sempre più velocemente scorre sul mio cazzo scuro, faccio segno al tipo di prendere la mano libera di lei e di portarla al suo fallo. Nello stesso istante che lui la prende, blocco con la mano la testa della giovane sul mio cazzo per evitare che reagisca.

Difatti di primo acchito quando sente la mano inattesa, il suo impulso è quello di tentare di staccarsi da me, ma sia per la mia forza sia per la sua libidine che esplode fortissima quando sente nella sua mano il cazzo dello sconosciuto, sottomessa e dominata incomincia a pompare sempre più forte mentre il tipo le infila due dita nella figa.

Le sborro in bocca tenendola ferma e le sussurro di far venire allo stesso modo lo sconosciuto.
dopo almeno due forti orgasmi della giovane.

Il tipo si alza e con un cenno mi saluta mentre io e lei ci ricomponiamo.

"Sei un porco schifoso"

"Ma ti è piaciuto da morire vero?"

Non risponde

"Bene ora io esco. Sei libera di andartene. Qui accanto come forse sai c'è un hotel molto elegante. Io mi fermerò qualche attimo davanti all'entrata"

Detto questo mi alzo, esco dal cinema e lentamente vado verso l'hotel. Una volta arrivato davanti, mi volto. Lei è pochi passi da me.

"Fammi sentire la tua troia"

Spero che vi sia piaciuto. Forse è meno forte di altri, ma è una storia che ricordo con immenso piacere proprio perché vissuta in modo psicologico ed insieme erotico.

Un abbraccio a chi mi legge e a chi mi scrive.
mastermind1755@gmail.com

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