Erotici Racconti

In campagna

Scritto da , il 2017-01-02, genere etero

Il caldo si stava facendo sempre più intenso e il sudore cominciava a formarsi sul collo, scendendo fino al top azzurro che Elisa indossava sotto una camicia campagnola sbottonata e annodata all’altezza dell’ombelico. Le sue tette sode continuavano a sfregarsi tra loro durante l’atto della mungitura. Era una bella giornata, soleggiata e tranquilla e quella che stava mungendo era l’ultima mucca. Elisa amava il suo lavoro, la campagna, gli animali e la tranquillità del verde a dispetto dell’inquietudine e del grigiore della città. In campagna potevi ancora permetterti il lusso della lentezza e la competitività estremizzata che in città era una consolidata realtà, lì non era altro che un’invenzione ancora poco diffusa. Mungeva l’ultima mucca mentre i suoi seni ballavano a ritmo della spremitura dell’animale. Sentì dei passi dietro di sè e una mano cingerle il seno. Si voltò, era Antonio, il suo ragazzo, adibito alla mansione di stalliere. Era a torso nudo, con gli addominali ben in vita.

"Ciao mia bella contadina!"
"Antò, che fai?"
"Lo stalliere ha voglia di montare!"
"Anche io ho voglia. Andiamo a casa?"
"No. Voglio sbatterti qui, nel bel mezzo del fienile, con tutti gli animali che ci guardano".


L’idea di essere fottuta in quel posto sporco e angusto la riempì di eccitazione. Elisa era vogliosa di cazzo. Slacciò i pantaloni di Antonio e iniziò a fargli una sega. La sua bocca calda avvolgeva il suo prepuzio, mentre le labbra scivolavano lentamente giù lungo il cazzo duro e nodoso. La pioggia fuori picchiettava lungo il soffitto, ma non copriva i rumori che la bocca umida e vogliosa di Elisa provocava andando su e giù lungo il bel cazzo del suo fidanzato.

"Ok, sbattimelo dentro" disse Elisa, con voce ansimante. Antonio la penetrò, mettendola a pecorina. Elisa iniziò a nitrire, fingendo di essere una cavalla. "Montami". Il cazzo di Antonio la stava penetrando con forza e vigore, facendole toccare vette di piacere estremo. Proprio quando il ritmo iniziava a farsi più intenso, Elisa si diede una sculacciata da sola sul sedere, in segno di compiacimento per quell’atto così spinto in quel fienile. Il suo respiro divenne agitato man mano che i colpi si facevano più forti. Da come sentiva il cazzo palpitante, Antonio capì che era giunto il momento. La scopò più forte, sino a riempirle la figa di bianca potenza. Quando lo tirò fuori, era ancora gocciolante e lei lo ripulì con la lingua, mentre tutta la sua patatina grondava di crema calda. "Ti amo" sussurrò Elisa, con una voce rotta dall'emozione e dal piacere provato da quella cavalcata nel fienile. Era proprio bella la vita in campagna.



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