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Il contadino 4

Scritto da , il 2016-12-30, genere trans

Eccomi, era tutto pronto ero un bella passera, mi guardavo allo specchio in camera ero proprio carina mi adulavo da sola ma in verita' mi tremavano le gambe mi chiedevo se gli sarei piaciuta ,chi lo sa ma da li a poco lo avrei saputo ,ero tesa ma eccitata quando all' improvviso il campanello di casa suono', mi avviai ondeggiando al citofono e chiesi chi e' e lui di risposta "sono Carmelo bedda"sali Carmelo la seconda porta a sinistra sul primo pianerottolo la porta e aperta vieni amore"ero in corridoio un metro dalla porta, volevo mi vedesse tutta all'entrata ,vedi accendersi la luce delle scale, lo sentii salire avevo il cuore in gola era li alla porta entro' mi guardo' era a bocca aperta "mammamia che bedda fica ca si" mi scrutava dalla testa ai piedi mi fece il baciamano,lui era in giacca e cravatta con la sua pancetta maturo ch ebello il mio contadino , tiro fuori da una scatola lunga che aveva in mano 7 stupende rose rosse che mi dono' erano bellissime e profumate ero emozionata "che belle meravigliose non dovevi disturbarti Carmelo " non sono belle come a tia ma sono fiori e na bella bambola come a tia e merita ie poi pure tu si na bedda rosellina da assaggiare" lo ringraziai di nuovo e gli chiesi di seguirmi in cucina sapevo che mi avrebbe guardata tutta e per questo ondeggiavo sui tacchi ancheggiando morbida toccandomi i capelli e portandoli sulle spalle,come erano belle quelle rose rosse come il fuoco, dovevo metterle in un vaso le posi dentro misi l'acqua e poi mi girai verso di lui era a un millimetro da me e mi bacio mi stringeva a se e io gli misi le braccia al collo sapeva di maschio era rude e forte mi teneva i fianchi con le sue mani callose,mi faceva mille complimenti ,dovevo riprendermi dallo schoc mi aveva gia' in pugno e rischiavo di essere scopata li su due piedi,gli levai le braccia dal collo e lo accompagniai per mano in salotto lo feci accomodare sul divano ,era su di giri mi guardava come una tigre guarda la sua preda " amore adesso prendiamo l'aperitivo la serata e lunga e io sono tutta tua stasera "andai in cucina presi i due flut con la bottiglia di ferrari e lo raggiunsi sculettando in salotto mi sedetti a fianco a lui e lo baciai e gli chiesi se gli piaceva la mia gonna e le calze alzandola un po' per fargli vedere le cosce , lo vedevo perso fra le mie gambe e la sua mano di uomo vero si impadroni delle mie cosce , ma io volevo tirare le corde del gioco e farlo impazzire e" cosa fai amore non mi versi da bere sono cose da maschietti queste non vorrai farla aprire a me la bottiglia vero" certo e che tu mi fai impazzire si na bellissima cavadduzza "si e sono solo tua brindiamo a questa serata" riempii i flut e il suo braccio con il bicchiere incrocio' il mio e gustammo quelle dolci bollicine guardandoci l'una negli occhi dell'altro ,come era bello il mio Carmelo ,rude ,semplice ,forte un uomo di campagna ,non mi trattenei gli diedi un altro bacione sulle labbra e prendendolo per la cravatta gli dissi "come sei bello Carmelo e io amore sono persa di te " ecco e adesso cosa mi dira'forse avevo esagerato ma la mia istintivita' mi aveva tirato fuori tutto da dentro mi guardava perso e poi"no sugno io che sugno perso di tia e ti voglio minchia ma coma si bona Luisa stasera facimo proprio na bedda ficcata " dio ecco ero fatta ,ma io non volevo finire la serata li e lo presi per mano e gli dissi di seguirmi in cucina che avevo la pentola sul gas , mi seguiva come un cagnolino ,lo feci sedere al tavolo gli diedi un altro bicchiere di ferrari e lo baciai di nuovo gli chiesi di fare il bravo perche' dovevo cucinare la pasta ,buttai la pasta l'acqua bollliva accesi il forno e feci in modo che mettendomi a novanta potesse gustarsi tutte le cosce inguinate con le calze ,un secondo e me lo trovai dietro e il suo cazzone era appoggiato al mio culetto ,mi girai e "no no no amore vuoi farmi impazzire qui"Luisa ma a sentisti a me minchia ti voglio Luisa ti voglio fottere qui " mi girai di nuovo e lo abbracciai gli chiesi di fare il bravo e che cera tempo per quello lo presi per mano e lo feci sedere di nuovo , ma lui mi tiro' a se e mi fece sedere sopra di lui, lo sentivo tutto il suo bastone mi faceva muovere sopra di lui lo sentivo duro lungo e grosso ohh dio come era bello e il porcellone era quasi riuscito a farmi perdere il lume della ragione ma il trillo del forno che scaldava l'arrosto e le patate mi fece rinsavire , mi alzai e mi diressi verso la pentola ,la pasta era pronta la scolai e la saltai in padella feci i piatti e servii al mio uomo , mi tiro indietro la sedia da vero cavaliere e mi fece sedere, accesi la candela l'atmosfera era giusta la luce soffusa le altre candele profumavano la casa e stappammo il vinello , lo gustammo insieme mi fece i complimenti per la pasta, il vinello fresco ci scioglieva i sensi ed era bellissimo guardare questo maschione mangiare ,servii il sorbetto e subito dopo il secondo mentre lui complice il vino si gustava le mie cosce e il mio culo con le sue mani che non riuscivo piu' a gestire erano dappertutto sulle tette sul culo sulle gambe ,lo baciai di nuovo e gli chiesi di fare il bravo gli versai il brunello e soddisfatto mi confesso che a casa sua mancava proprio una brava casalinga come me e che cera disordine dappertutto,presi la palla al balzo e mi proposi per fargli qualche faccenda di casa ,lui soddisfatto mi disse che gli sarebbe piaciuto tantissimo avermi a casa sua , gli servii la carne e la consumammo tra un bacio e un altro ,il vinello mi faceva girare la testa e avevo perso i freni ,mi alzai per preparare il dessert ma lui mi tiro a se e mi fece serdere sulle sue gambe mi giro' la testa e mi bacio, la sua lingua mi entrava in testa e il suo profumo di maschio mi scaldava mi chiedeva se volevo essere la sua donna e dio se lo volevo"si Carmelo lo voglio voglio essere solo e sempre tua e tu devi essere solo mio Carmelo come sei bello "senti che bedda minchiazza dura Luisa sentilo pero bedda mia devi sapere ca sugno geloso e tu solo a me minchia devi curare "aveva preso la mia manina e l'aveva messa sul suo pacco "come e' grosso Carmelo mi farai male " mi rassicuro' mi disse che mi avrebbe fatto solo godere,mi alzai per prendere il desser lo misi nelle coppe con la panna e le portai al tavolo le mangiammo con avidita' poi lui prese la panna con le dita e me le infilo in bocca mentre io le pulivo e le succhiavo facevo un pompino alle sue dita e lui era come impazzito era diventato un gioco lussurioso "ti piace fare i bocchini bedda ahh"si Carmelo si " perche' a me minchia tu me ne farai tanti beddi bocchinazzi eravamo brilli ero partita non facevo piu' resistenza ero sua mi toccava mi succhiava era un ciclone mi voleva e io volevo essere sua ,cli chiesi di alzarsi di andare in camera e di mattersi comodo e nudo per me che sarei arrivata carina per lui. continua ragazzi se commentate pero se vi piace.

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