Erotici Racconti

Mia madre molto aperta 4

Scritto da , il 2016-12-11, genere incesti

Come avuto modo di dire, cambiammo casa per una nuova in collina che però era molto più piccola. Stanza da letto di mamma, la mia in comune con mio cugino, terrazza e poi il resto tradizionale di ogni altra casa, servizi, salone, cucina etc. Non c'era più la possibilità di entrare ed uscire senza essere visti, ma ci adeguammo, ognuno per il suo, alle nuove condizioni. Mia madre si dovette accontentare "solo" di mio cugino e di me. Avevamo lasciato non solo la casa, ma anche i suoi amanti extra in quanto, non guidando l'auto, non poteva raggiungerli. Che venissero loro difficile, se non qualche volta sporadica. Però lei, non aveva lasciato nella casa vecchia, la voglia di essere scopata. Devo dire che mio cugino ha un gran cazzo e mia madre lo aveva lì a portata di mano, figa ed essenzialmente culo. Per una serie di coincidenze sfavorevoli rimasi a casa senza lavoro per diversi mesi ed era impensabile che la puttanona non si facesse scopare per tutto quel tempo. Con me faceva tanto, quasi tutto, ma essere scopata da un altro cazzo e sapere che ti stavano guardando, era una cosa diversa. Si erano invertite alcune cose, sia perché la eccitavano di più, sia perché le chiedevo di farle. Infatti, cominciarono le visite notturne a mio cugino che restava beatamente nel suo letto a farsi spompinare, proprio accanto a me. Sapere che lo avrebbe fatto, aveva provocato in me come evento collaterale, il fatto che non dormivo più, restavo quasi mummificato per evitare di perdere le scene che mi aspettavo di vedere. Infatti dopo un po' che andavamo a letto la sentivo scendere, accendere la luce della sua stanza per dare luce al corridoio ed entrare a piedi scalzi nella nostra e fare cenno a mio cugino di non fare rumore per evitare di svegliarmi. Praticamente un doppio gioco straordinario. Nonostante tutto quello che avevamo fatto e che ancora facciamo, mi scoppiava il cuore nel vedere quegli spettacoli. Piano piano entrava e si inginocchiava di lato al letto, dando la faccia a me. Mio cugino si girava dal mio lato per controllare che dormissi ed intanto si abbassava le mutande. A quel punto, mamma cominciava a menarlo ed a baciarlo alternando la cappella alla bocca. Vedevo in controluce la lunghezza del suo bellissimo cazzo che spariva del tutto, ingoiato dall'ombra della testa, e non solo, di quella grandissima zoccola. Lo leccava in tutti i punti e lo spompinava e mentre lo spompinava usciva il seno che veniva palpeggiato e leccato nei pochi momenti in cui usciva il cazzo dalla sua bocca, dandogli modo di goderne. Sapeva che ero sveglio e che li vedevo chiaramente ed allora si alzò, girò attorno al letto e si mise dandomi la schiena. Non volevo credere che stesse cercanfo di evitare di farmi vedere, ma poi realizzai. Mettendosi in mezzo ai due lettini, distanti una manciata di centimetri e dandomi la schiena, di fatto mi stava dando la figa e per giunta senza che mio cugino se ne accorgesse. Infatti piano piano alzò la sottana mostrandomi il culo ed io, senza perdere tempo e coraggio, uscii la mano da sotto il mio lenzuolo e cominciai a toccarle la figa. Era fradicia ed entrarle il dito, anche se alla meno peggio, le fece raggiungere il godimento che voleva e che poi continuò e si completò quando portò mio cugino nel bagno. Io ne approfittai per menarmi leccando il dito sporco dei suoi umori e del suo profumo e venire. Pensavo di non farlo perché sapevo che l'indomani saremmo stati soli ed avrei avuto modo e tempo per venire con lei, ma non riuscii a fermarmi. Evitai solo di menarmi la seconda volta, tanta era l'eccitazione. La mattina successiva non vedevo l'ora che R andasse a lavorare per mettermi nel letto con lei. Puntuale alle 7:30 mio cugino uscì di casa ed altrettanto puntualmente, mi catapultai nel letto grande. Come sempre mamma era seminuda e bastava vederle il seno per mandarmi in tiro. Grosso, capezzoli duri e lunghi, praticamente da sogno. La baciai sulle labbra e prima di ricevere il suo bacio, passarono diversi secondi durante i quali se li prendeva tutti i miei baci che cominciavano a diventare più sensuali e vogliosi. Cominciò a rispondere allo stesso modo e fu un attimo darci le lingue. Nel frattempo le ricordavo quanto fosse puttana e lei annuiva rafforzando e chiedendomi "solo puttana?" "No", le risposi "mamma, sei una gran succhiacazzi, una mignotta, la mia zoccola. Stanotte mi hai fatto morire." Le chiesi inoltre "ma tutte quelle foto che hai nell'armadio, quando le hai fatte?" Mi rispose che aveva comprato una macchinetta fotografica della polaroid e che le aveva fatte per gioco, misto alla voglia di farsi ritrarre. Le abbiamo viste e riviste insieme e molte le ho con me rigorosamente nascoste, delle quali solo Ivana ne conosce l'esistenza. Presi a giocare col pelo folto della sua figa e le allargai le labbra entrando la lingua, per raccoglieva gli umori ed il gusto forte dovuto anche al fatto che si era alzata a fare pipì. Per la circostanza le avevo chiesto di non lavarsi. La girai a pancia in giù e le allargai il buco del culo che alla prima spinta mostrò il rosso carne del piccolo prolasso, indicatore del fatto che quello fosse la prima scelta per godere. Questa fu una cosa che mi fece notare Ivana quando mi chiese "ma ti sei reso conto di quanto cazzo ha preso nel culo quella troia di tua madre per farsi ridurre così? E poi il cazzo di chi?" Le risposi che era zoccola come lei che di porcate ne aveva fatte e ne faceva tante con me, ma puntualizzò che una che scopa col figlio ed il nipote, è più che troia, non paragonabile ad una ragazza che ama scopare come tutti. Ritornando a quella mattina, la leccai e la tirai a me posizionandola alla pecorina. Cominciai a scoparle la figa con movimenti che diventavano sempre più forti ed irruenti. Non sborrare era un impegno difficile. Dovevo resistere per allungare quello che testa e cazzo non volevano. Uscii dalla figa per cercare il suo culo, ma non mi diede la possibilità di farlo. Quello era solo per mio cugino. Mi permetteva di leccarlo ed a parte una sporadica occasione nella quale mi fece dare gli ultimi colpi e sborrare dentro, non mi ha mai più permesso di farlo. Venni due volte e la prima fu proprio dentro la sua figa. La seconda, dovuta ad un bisogno ancora forte di godere, la feci menandomi mentre lei si sditalinava e nel frattempo si lasciava insultare procurandoci un extra di piacere. Il ricordo è forte, sembra sia stato ieri a maggior ragione che ne condivido le sensazioni con Ivana ed adesso anche con chi vuole leggere qui, con la consapevolezza che non c'è nulla di inventato. A presto

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