Erotici Racconti

Un bicchiere di vino

Scritto da , il 2016-11-14, genere orge

Sono un avvocato di 40 anni e ancora sono una bella donna, ho una relazione stabile che mi appaga intellettualmente ma a letto è un vero disastro.
Sono anni che ho fantasie erotiche sui miei clienti e sui miei colleghi.
La sera stanca mi butto sul letto e incomincio ad accarezzarmi...immagino che siano mani di uomo a toccarmi... ogni giorno mani diverse, ma mai ho pensato che una d queste fantasie potesse diventare realtà.
Una notte sono stata svegliata da una telefonata nel cuore della notte, era la questura, era stato fatto un arresto e serviva l'avvocato d'ufficio per convalidarlo... mio malgrado dovetti alzarmi ed andare.
Ad aspettarmi c'erano i poliziotti di turno e una ragazza di 32 anni beccata a rubare dalle tasche dei cappotti in un teatro. Il clima era stranamente rilassato, di solito abbiamo tutti una gran fretta di finire per tornare a casa. Ma la ragazza aveva un che di imperscrutabile ed ammaliante. Chiesi un colloquio privato e mi fu concesso. Eravamo in una squallida stanzetta... un tavolo 4 sedie, cominciai ad interrogarla per capire la dinamica del furto... lei non rispondeva a nulla, si alzò si mise alle mie spalle, le sue mani scesero sul mio seno coperto, nella fretta, dalla sola camicia bianca di seta i miei capezzoli erano turgidi, e benché sapessi che potevamo essere viste al di là dello specchio oscurato non la fermai, ma mia testa si reclinò all'indietro i miei occhi si chiusero e la mia volontà risultò azzerata. Aprii le gambe e lei si inginocchiò davanti a me respirando sul mio pube ormai esposto. Cominciò solo dopo un tempo infinito a leccarmi, a succhiarmi a penetrarmi con la lingua, il mio orgasmo arrivò veloce e impetuoso tanto che non trattenni un urlo che strozzai in gola. Fu solo allora che mi accorsi che l suo sguardo non era su di me ma sui tre poliziotti che erano entrati. Fu allora che il gioco mi sfuggì di mano...Calda, ancora bagnata del mio liquido e della sua saliva fui presa dal primo dei ragazzi, con facilità mi sollevò dalla sedia e mi mise sul freddo tavolo, nessuna protesta fu accolta, le me mani furono ammanettate le mie gambe trattenute dagli altri due poliziotti, lui dentro di me, le sue spinte furiose la sua bocca vicina al mio orecchio mi sussurrava che finalmente stavo subendo quanto da mesi fantasticavano su di me, io non riuscivo a trattenere la mia voglia di cazzo... non serviva costringermi...Li volevo tutti senza ritegno, senza vergogna. La schiena sul tavolo un uomo che mi prendeva con forza e la donna che mi leccava il seno ero in paradiso, altro che la frigida, rigida dottoressa che apparivo tutti i giorni e la costrizione mi eccitava. Quando mi girarono a pancia sotto non ero pronta ...ed ebbi paura davvero... il dolore della prima penetrazione dietro fu enorme ma la ragazza fece spostare il poliziotto e mi allargò con dolcezza con la lingua e due dita esperte, quando fui penetrata di nuovo tutto sembrò diverso... il mio primo orgasmo anale, il dolore, la penetrazione, il sapere di essere guardata mi fecero avere un orgasmo che mai dimenticherò. Il rumore delle sirene di una volante che arrivava ci gelarono e ci fecero tornare in noi. La ragazza non sono riuscita a farla assolvere ma ho ottenuto una pena ridotta, pochi mesi di domiciliari, io posso andare da lei quando voglio ... solo il suo legale mi è concesso... la parcella continua a pagarla in natura.

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