Erotici Racconti

Ho realizzato un sogno

Scritto da , il 2010-11-10, genere zoofilia

Rieccomi a voi, amici di eroticiracconti: sono Debora e, come ricorderanno i frequentatori del sito che leggono i post, avevo il sogno di accoppiarmi a un cavallo. Ma avevo paura e non sapevo come fare. Poi le cose sono andate in modo tale che questo mio sogno sono riuscita a realizzarlo. Ebbene, se l'ultima spintarella a prendere la decisione me l'ha data Mark in un post, c'è un antefatto che vale la pena di raccontare. Una mattina, attorno alle 10, arriva mia sorella Nadia a casa. "Come mai sei qui?" le chiedo. "Ho preso due giorni di ferie dei molti che ho in arretrato - mi risponde - e vorrei chiavare con uno dei tuoi cani. Si può?" "Per potere si può ma cosa ti succede?" "Una voglia, così. Se si può" "Ti va bene Jack?" "Jack o Jolly fa lo stesso per me, mi piacciono tutti e due". Detto e fatto. Vado a prendergli Jack (uno splendido alano di 5 anni) e, con me ad aiutarla, si fa una bella e gratificante scopata. Dopo essersi fatta una doccia e un bel bidet si riveste e fa per andarsene ma io la trattengo per un caffè. "Senti Nadia, con la Ketty (Caterina all'anagrafe) come va?" "No, tranquilla, tutto regolare. Sai che quando siete via e noi veniamo qui a badare ai cani, poi ne...approfittiamo. Tutt'e due. Ma questo non intacca il nostro essere lesbiche. Oggi m'è venuta questa voglia, così." "A proposito di voglie, io ne avrei una" "Quale?" "Andare con un cavallo" "Un cavallo?" "Si, un cavallo. Solo che ho paura e non saprei come fare" "Guarda, la Ketty ha un paio di amiche che vanno coi cavalli. Se vuoi..." "Si, voglio. Se non altro sapere qualcosa in proposito". Arriva sera, torna Umberto e gli dico. Lui non si dimostra entusiasta: "Va bene i cani, ma un cavallo mi sembra esagerato. Comunque informati se vuoi e poi decidi come ti pare. Non sarò certo io a negarti una cosa, anche se sono personalmente contrario" "Allora lascio perdere" "No, no. Io non ti negherò mai niente, meno che mai quello che per te è un sogno. Intanto informati e poi vedi". Verso le 21 squilla il telefono: "Ciao, sono la Ketty. Nadia mi ha detto che saresti interessata a chiavare con un cavallo. Ho sentito una delle mie amiche e mi ha detto che, sulla tangenziale, c'è il maneggio XXXXXXX dove fanno anche questo tipo di servizio, diciamo così. Ci sono dei costi, non proprio bassi, è bene che tu lo sappia. Ti do il numero di telefono, chiedi della signora Enrica e dì che è stata la Renata a indirizzarti lì". Informo Umberto e il mattino dopo, attorno alle 9, chiamo il numero datomi dalla Ketty e chiedo della signora Enrica. Come faccio il nome della Renata subito mi dice: "Venga qui di persona, sa certe cose per telefono...Potrebbe essere qui per le 11?" "Si, per le 11 sono lì". Alle 11, puntuale, sono al maneggio. La signora Enrica mi accoglie con molta cordialità. Mi porta in una saletta e mi fa: "Le devo fare delle domande sicuramente indiscrete ma assolutamente necessarie. Non ci si può accoppiare a un cavallo così per così, noi non vogliamo che qui possa succedere qualcosa di spiacevole. Innanzitutto lei ha già avuto esperienze con animali?" "Si, coi cani" "Quanti?" "Quattro. Ora ho rapporti con due" "Frequenza dei rapporti?" "Uno a settimana" "Rapporti con suo marito?" "Due o tre a settimana" "Quanti anni ha?" "Trentasei" "La sua vagina è elastica?" "Beh, non ho mai avuto problemi nei rapporti, nè con gli uomini nè coi cani" "E' mai stata fistata?" "No". "Mi scusi, ma dovrei vedere un po' com'è la sua vagina. Si tolga le mutande". Ho le autoreggenti e quindi mi basta togliere le mutandine e alzare la gonna. Lei s'infila sulla mano destra un guanto di lattice e m'infila dapprima con due dita, poi con tre. Le ruota all'interno, fa un po' di avanti e indietro, quindi infila anche il quarto dito. "Direi che si può fare. Però si deve allargare un po' e all'occorrenza le posso fornire un kit. C'è questo fallo in lattice di grosse dimensioni che lei, con l'aiuto di questo apposito gel, dovrà infilarsi stando bene attenta. Dovrà tenerlo dentro quando è in casa per qualche ora al giorno. Poi c'è anche questo allargatore a pompetta. Ha presente quando il cane fa il nodo e le si allarga dentro? Ecco, questo è quanto. Attenzione a non pompare oltre i propri limiti. Questo kit costa XXXXX. Poi c'è il costo del rapporto che è di XXXXXX. Il costo è dovuto alla dispersione del seme del nostro cavallo" "Insomma - faccio io - andare con un cavallo non è propriamente conveniente" "Beh, sa, sono i costi per poter fare tutto in sicurezza. In un maneggio come questo, diciamo a cinque stelle. Tenga presente che, durante il rapporto, io sarò lì ad assisterla. Lei non va certo incontro al buio. Ma adesso andiamo a vedere il cavallo". Mi porta in un paddock e mi mostra il cavallo: "Questo è Fumetto, un cavallo molto docile e molto adatto a un rapporto come quello che lei desidera. Ora, per farle vedere quanto importante è che lei si eserciti, le faccio vedere". Va sotto il cavallo, gli prende il cazzo, glielo mena un po' ed ecco che gli si intosta: enorme, lunghissimo, mette paura. "Non si preoccupi - fa lei, notando la preoccupazione nel mio sguardo - si attenga a quanto le ho detto e vedrà che ce la farà. Si alleni a casa e noi ci rivediamo fra cinque giorni". Pago il kit e torno a casa. Mi attengo scrupolosamente a quanto dettomi dalla signora Enrica. Il giorno prima di tornare al maneggio scopo con Umberto, il quale nota che mi si è un po' allargata la figa. Il giorno dopo sono dalla signora Enrica. Mi fa spogliare, si mette il guanto di lattice, mi gella per bene e poi m'infila: uno-due-tre-quattro dita e poi....mette l'alluce, chiude il pugno e mi fista. Provo un po' di fastidio ma è decisamente sopportabile. Gira e rigira quanto mi ha inserito e, dopo cinque minuti buoni, esce e sorridendo si rivolge a me: "Ci siamo. Lei ha svolto i compiti come si deve, è pronta. Lunedì facciamo la monta. In questi giorni continui ad allenarsi a casa. Ci vediamo lunedì alle 11". A casa proseguo gli esercizi. Poi al sabato scopo con Jack e con Umberto, alla domenica con Jolly e con Umberto e il lunedì mattina mi faccio dare una "ripassatina" da Umberto prima che ci si alzi. Alle 11 sono al maneggio. Sono visibilmente tesa quando mi presento dalla signora Enrica. Mentre pago la monta la signora mi fa: "Cerchi di rilassarsi, sennò tutto si complica. Oltretutto là fa un po' freddo. Andiamo su, e stia tranquilla. Ci sono io lì con lei". Entriamo nel paddock. Mi tolgo la gonna e le mutandine oltre al soprabito. Ho freddo, la signora Enrica mi massaggia un po', quindi mi gella la figa con molta accuratezza. pone sotto la pancia del cavallo una panca piuttosto alta, quindi comincia a menare il cazzo di Fumetto che i breve s'allunga al top. "Vede signora - mi fa - il membro tocca la panca, ragion per cui lei non dovrà fare fatica. Adesso si sdrai sulla panca e porti la sua vagina a portata del membro del cavallo. Ecco così, ci siamo. Lo tenga sempre in mano e se lo infili. Forza" Io prendo in mano l'enorme cazzo di Fumetto, lo dirigo verso la mia figa, apro bene le gambe come mi è stato consigliato e me lo metto dentro. Mmmmmm, che botta! Come entra mi riempie anche dove...non c'è posto. Almeno, questa è la sensazione. "Adesso glielo meni e faccia un po' di avanti e indietro". Faccio quello che mi viene detto, muovo un po' il bacino mentre reggo il cazzo del cavallo e nel frattempo glielo meno. Non so dirvi cosa provo in quei momenti, di sicuro un godimento fortissimo e assolutamente mai provato. A un certo punto Fumetto schizza: anche qui non so dire cosa provo, è un fiume in piena caldo che mi riempie la figa. E non la smette! Quanta ne fa! Finito il tutto, quando esce sento come una sensazione di vuoto fra le gambe. Scendo dalla panca e traballo un po' sulle gambe. Dalla mia figa esce tanta di quella sborra... Mi accuccio per fare pipì e a momenti cado. Così come sono la signora Enrica mi accompagna nella palazzina dove lei mi accoglie, reggendo la mia gonna, il mio soprabito e le mie mutandine. Entriamo e la signora Enrica mi dice: "Adesso si faccia un bidet, poi si sdrai su quel lettino e si rilassi". Faccio quanto mi si dice, mi addormento anche sul lettino e quando mi sveglio sono le 13 passate. La signora Enrica non c'è più, c'è un certo signor Marco che, visto il mio moto di sorpresa, mi fa: "Stia tranquilla, sono un socio. Allora, è stata una bella esperienza?" "Si, decisamente" "Allora, verrà di nuovo a trovarci?" "Non so, può darsi" "Se vuole, controllo un po' la parte per vedere come stanno le cose." "Vabbè, visto che ormai ci siamo..." Allargo le gambe, lui controlla e mi fa: "Tutto a posto. Nessun inghippo". Che sia un medico? Scendo dal lettino, m'infilo le mutandine, indosso la gonna, il soprabito, saluto e me ne vado. Mi sento bene. Mi metto in macchina e penso che la prima cosa da fare a casa sia un bel bagno caldo e profumato. Ma è un pensiero fugace. Per tutto il tragitto canticchio felice. Perchè sono felice. Ho realizzato un sogno che mi sembrava impossibile da realizzare. Cosa volere di più?

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