Erotici Racconti

A casa di papà - Telefono

Scritto da , il 2016-08-20, genere incesti

Ma perché cazzo aveva accettato quell'appuntamento? Stefano aveva un'aura nera attorno, tanto che la gente intorno lo guardava quasi con il timore che potesse esplodere dalla rabbia. Era seduto a un tavolo del bar dove si era dato appuntamento con Ivan, credendo all'inizio di sistemare le cose, ma adesso ci aveva ripensato. Alessia aveva visto tutto! Come poteva inventarsi una storia simile? Inoltre con Ivan c'erano già stati dei precedenti. L'unica cosa che ancora non capiva era come Giada avesse potuto fargli questo. Quella era l'unica cosa che voleva ancora chiarire. Ma doveva parlare con lei, non con Ivan. Erano le 14:49. Ivan sarebbe arrivato solo dieci minuti più tardi. Stefano aspettò un paio di minuti, cercando in tutti i modi di riflettere su ciò che Ivan aveva da dirgli, ma non ne poteva più. Non avrebbe sopportato la sua presenza. Pagò il caffè che aveva preso e uscì dal bar. Quando Ivan arrivò, lui se n'era già andato.

Camminando lungo il marciapiede, Stefano rifletté sul da farsi: era ancora molto incazzato con Giada e con quel coglione del suo fratellastro, ma allo stesso tempo voleva delle spiegazioni. Presentarsi direttamente a casa sua era fuori discussione, con Ivan e Mauro nei paraggi a rendere la situazione solo più imbarazzante e complicata, quindi la cosa più giusta da fare era darle appuntamento tramite telefono in un posto tranquillo dove potessero parlare. Tirò fuori il cellulare e compose il numero che sapeva a memoria. Fece più volte questa operazione e ogni volta lui non riusciva a chiamarla, era come se lei avesse bloccato il suo numero. Però sapeva quello di casa! Lì sicuramente qualcuno avrebbe risposto. Lo cercò nella rubrica e premette il tasto di chiamata. Tre squilli e poi rispose Mauro.

"Pronto?"
"Ehi, Mauro sono Stefano, il fidanzato...l'ex fidanzato di Giada."
"Ah sì, certo! Come stai?"
"Un po' così così...senti, Giada è in casa?"
"Ehm...no è fuori..."
"Ah capito...non è che potresti dirle che ho chiamato e che vorrei parlarle?"
"Mmm...appena torna glielo dico, tranquillo."
"Grazie mille! Ma va tutto bene? Hai una voce strana..."
"Oh sì...va benissimo...allora ciao."

"Chi era papi?"
"Nessuno tesoro...dai continua a succhiarlo a papi..." Disse lui facendo avanti e indietro con il bacino dentro alla bocca di Giada. L'aveva resa schiava del suo pene, lei lo adorava e il fatto che lei glielo succhiasse mentre parlava con il suo ex lo eccitava ancora di più. Le teneva dolcemente la testa mentre le scopava piano la boccuccia. Lei aveva gli occhi chiusi e si stava masturbando al pensiero di averlo tutto dentro nella sua fica quasi bollente dal desiderio, ma lui era troppo eccitato. Le venne in fondo alla gola con un rantolo quasi animalesco, mentre lei mugolava e si gustava tutto il suo sperma. Mentre lei andava a farsi una doccia, lui si spaparanzò sul divano, bello rilassato, a riflettere sulla situazione. Sapeva bene lo stato di incazzatura di Stefano e sarebbe stato molto facile manipolarlo, bastava premere il tasto giusto. Aveva bisogno di Ivan.

Quella sera, prima di portarsi in camera Giada, Mauro chiese in prestito il cellulare di Ivan. Sapeva che si erano sentiti e guardando nella cronologia trovò subito il numero di Stefano. Nascose il cellulare sotto il cuscino, mentre Giada stava entrando in camera. Indossava solo una vestaglia trasparente e non aveva l'intimo. I suoi capezzoli e il monte di Venere erano in bella vista. Le aveva chiesto lui di vestirsi così, lo eccitava da morire. Lentamente le tolse la vestaglia e si portò un seno alla bocca. Lo succhiò come un neonato che vuole bere il latte, mentre Giada gli premeva la testa e la spingeva ancora di più. Piano piano, Mauro la fece sdraiare sul letto e si accomodò con la lingua sul clitoride. Giada si contorceva, inclinando la testa all'indietro e chiudendo gli occhi. La sua lingua era qualcosa di altamente eccitante e sconvolgente, la faceva vibrare e le faceva venire la pelle d'oca. Sapeva esattamente cosa leccare e a che velocità, in che modo. Leccate veloci sul clitoride per poi immergere tutto il muso nel suo nettare per poterlo leccare appieno. Era talmente bagnata che Mauro non ebbe nemmeno bisogno delle mani per infilare il cazzo in quel ben di dio. La riempì piano, come piaceva a lei. Il suo viso esprimeva solo un grande godimento e lei cominciava a mugolare e ad incitarlo. Era il momento. Silenziosamente prese il cellulare da sotto il cuscino e chiamò Stefano.

Ivan? Ma che vuole ora? Si chiese Stefano steso sul letto in camera sua, guardando il display del cellulare. Rispose. "Mmm...ohh dio..."
"Ti piace?"
"Si che mi piace...non fermarti mmm..."
Stefano non credeva alle sue orecchie! Ivan si stava scopando Giada in diretta! Non sapeva se lo stava facendo apposta o meno. Probabilmente gli era partita la chiamata. Non ebbe neanche la forza per ribattere o per rispondere quando sentì Giada venire al telefono. Semplicemente chiuse la conversazione con amarezza. Non aveva bisogno di alcuna spiegazione.

"Ehi, Stefano, ho detto a Giada che hai chiamato..."
"No guarda Mauro lascia stare."
"Sicuro?"
"Sì tranquillo, grazie lo stesso." Fine della chiamata. Mauro sogghignò soddisfatto. Se l'era tolto dalle palle definitivamente.

Continua.

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