A teatro

Scritto da , il 2016-03-28, genere trio

Sto lavorando nel mio ufficio, quando sento squillare il telefono. E' Ana che mi invita per la sera a vedere un suo spettacolo teatrale. Accetto l'invito e chiamo mia moglie. “Ciao Esmeralda, questa sera c'e' uno spettacolo al teatro cittadino. Andiamo insieme a vederlo?” le chiedo. “Mi dispiace, ma non posso. Questa sera devo rimanere a casa perchè ho del lavoro arretrato da fare. Adesso che sono la direttrice di una filiale il mio lavoro è aumentato. Cerca di tornare presto a casa”, conclude mia moglie. Sono le sette di sera e sto per chiudere il mio ufficio, quando vedo arrivare una donna che vuole ingaggiarmi per un accompagnamento. E' una ragazza giovane, sui venticinque anni, fisico slanciato, curve da miss, occhi azzurri e lunghi capelli biondi. Indossa un lungo abito da sera con ampia scollatura , spalle scoperte, spacco laterale e scarpe con tacchi a spillo. “Sto per andare a teatro, non posso aiutarla”, le rispondo. “Mi chiamo Roberta. Ho bisogno di un uomo forte che mi stia accanto per questa notte in attesa che mio marito, domani mattina, rientri a casa dal lavoro. Da un po' di tempo c'è qualcuno che mi segue ed io ho paura. Se mi aiuta, la pagherò il doppio di quanto prende di solito”, mi dice. “Va bene. Questa sera verrà con me a teatro. Poi dormirà a casa mia”, le rispondo. Roberta si avvicina a me e appoggia le sua labbra alle mie. Io la prendo per mano e insieme andiamo a teatro. Mentre guido, dallo specchietto retrovisore osservo che un'auto ci sta seguendo. Io rallento e rallenta anche l'altra auto. “Hai ragione Roberta. Qualcuno ti sta seguendo”, dico alla mia cliente. Svolto subito in una stradina laterale. Parcheggio la mia macchina. Mi nascondo dietro ad un muro e aspetto. Lo sconosciuto ferma la sua auto a pochi metri di distanza. L'uomo scende dalla sua macchina, si avvicina alla mia auto e sta per girare la maniglia, quando decido di intervenire. Lo afferro per le spalle e lo scaravento per terra. Gli rifilo un calcio in faccia e lui rimane a terra, svenuto. Roberta mi abbraccia e riconosce lo sconosciuto. “E' Philippe. Il mio ex fidanzato francese. Non si è ancora rassegnato al fatto che io amo mio marito. Per questa volta non lo denuncio, credo che abbia capito la lezione”, mi dice. Quando arriviamo a teatro, lo spettacolo è già iniziato. Roberta si siede di fianco a me, accavalla le gambe e alza la gonna, lasciando scoperta la coscia. Io fisso il mio sguardo sulla sua scollatura e sulla coscia nuda. Lei se ne accorge, mi sorride e mi accarezza la nuca. Io faccio scorrere la mia mano sulla sua coscia. Lei mi bacia sulle labbra. Preso dal desiderio di avere un rapporto con lei, mi slaccio i pantaloni, ma Roberta mi blocca subito. “Non qui, e comunque non voglio tradire mio marito, accontentati dei miei baci” mi dice. Lei infila la sua lingua nella mia bocca. Le nostre lingue si uniscono, si intrecciano. Poi, si stacca da me e guarda con attenzione lo spettacolo. Al termine della rappresentazione teatrale, per sicurezza, la porto a casa mia. Mia moglie Esmeralda è sorpresa e imbarazzata dalla presenza di Roberta. “Non ti preoccupare, fa parte del mio lavoro, dormirà sul divano, e all'alba, dopo avermi pagato il lavoro, tornerà a casa sua”, le dico. Esmeralda mette un lenzuolo ed una coperta sul divano, poi mi prende per mano e mi conduce in camera da letto. Esmeralda mi fa sdraiare supino e si siede sopra di me. Abbassa i miei pantaloni, mi toglie la mutanda e inizia a leccarmi il pene. Sento il mio membro indurirsi dentro alla sua bocca. Improvvisamente, sentiamo bussare alla nostra porta. E' Roberta, con indosso solo il tanga.“Gianfranco, scusami per il disturbo, ma potresti darmi qualcosa da bere. Ho sete”. Vado in cucina, preparo una tisana e la porto a Roberta. Lei la appoggia sul tavolino, si toglie il tanga e mi implora di leccarle la vulva. Io mi inginocchio davanti a lei e faccio scorrere la mia lingua sulle sue parti intime. Roberta inizia a gemere. La mia lingua percorre su e giù il suo clitoride. Roberta inizia a sudare e a respirare più velocemente. E quando affondo la mia lingua dentro la sua vagina, Roberta urla di gioia, ha l'orgasmo e mi bagna il viso con le sue secrezioni. Mi pulisco la faccia con un fazzoletto e torno in camera da letto. C'è mia moglie, Esmeralda, che mi aspetta. Quando mi sdraio di fianco a lei, Esmeralda si toglie il perizoma, prende tra le sue mani il mio pene e lo infila dentro la sua vagina. Mia moglie fa lenti movimenti circolari e il mio pene ruota dentro di lei. Pochi minuti dopo, prendo l'iniziativa e mi metto sopra di lei. All’inizio spingo piano il mio pene dentro di lei, poi sempre più velocemente. Esmeralda ha l'orgasmo. Pochi secondi dopo, vengo anch'io e riempio la sua vagina con il mio sperma. Le tolgo il reggiseno e mordo i suoi capezzoli. Esmeralda avvicina il suo viso al mio e mi bacia in continuazione sulle labbra. Io ed Esmeralda rimaniamo abbracciati tutta la notte. Il mattino seguente, Roberta ci saluta e torna a casa sua. Io decido di accompagnare, con la mia auto, mia moglie Esmeralda al lavoro. Prima di scendere dall'auto, Esmeralda mi bacia ancora sulla bocca, mi sorride e si avvia verso il suo ufficio. Accendo i motori, e, soddisfatto, torno anch'io al mio lavoro. P.S. La storia è frutto di fantasia, ogni riferimento a persone o avvenimenti reali è puramente casuale.

Questo racconto di è stato letto 5 6 4 5 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.