Erotici Racconti

Cogniugi schiavi

Scritto da , il 2015-12-27, genere dominazione

Da quando mia moglie ed io siamo diventati schiavi di Elisabetta, una ragazzina con la metà dei nostri anni, la nostra vita é completamente cambiata. E' lei la padrona delle nostre vite, della nostra casa, dei nostri corpi.
Oggi ad esempio ci ha telefonato avvertendoci del suo arrivo nel tardo pomeriggio. In trepidante silenzio mia moglie ed io restiamo in attesa della scampanellata. Eccola, infatti. Elisabetta entra con noncuranza, senza degnarci di uno sguardo, stanca della confusione cittadina, e va a buttarsi sul divano. Come di consueto mia moglie si precipita a toglierle gli stivaletti per massaggiarle i piedi e nel farlo si accovaccia sul pavimento di fronte a lei. Io intanto corro a preparare una tisana corroborante. Quando ritorno con la tazza fumante, vedo che mia moglie le ha tolto le calze e, devotamente china su quei piedini, la sta leccando tra le dita e sulla pianta. A un suo ordine anch'io mi inginocchio accanto alla mia consorte a leccare quei deliziosi piedini , mentre le nostra padroncina, che intanto ha acceso la televisione, sorseggia lentamente la bevanda.
D'improvviso però mi allontana con un calcio, si alza in piedi , ordina a mia moglie di sfilarle i pantaloni. Mia moglie esegue con febbrile solerzia lasciandole le gambe nude e ad un suo cenno riprende a leccarla cominciando dai piedi e risalendo su su per quelle belle cosce snelle fino alle mutandine.
E' commovente vedere una bella donna di quarantanni inginocchiata ai piedi di una ragazzina leccarle devotamente e timoratamente le candide cosce. Arrivata dunque alle mutandine ecco che la proprietaria di queste ordina alla mia consorte di sfilarsi pullover e reggiseno rimanendo nuda dalla cintola in su. E' con una punta di timore che mia moglie esegue: i sui seni sono già tutti costellati di lividi per le passate punizioni. Questa volta però è la nostra padroncina a sfilarsi gli slip e di fronte a mia moglie inginocchiata ordina di continuare a leccarla. Nel contempo apre leggermente le gambe e comincia a orinare sulla bocca e sul seno di mia moglie, la quale geme per la sorpresa e per l'intensità dell'umiliazione, mentre la piscia calda le scende giù per il ventre , le inzuppa la sottana, finisce a terra in una pozza sempre più ampia. Arriva adesso il momento più temuto: ordinato a entrambi di spogliarci nudi, intima a mia moglie di pulirle la fichetta con la lingua, a me di pulire mia moglie, lorda d'orina dal mento alle ginocchia, e a tutt'e due, cosa che non manca di sconvolgerci, di asciugare il pavimento da quel disastro. -E fate presto, che dopo voglio cenare - afferma perentoria la nostra aguzzina. Come negarle qualcosa? Mentre siamo chinati alla lecca sul pavimento, vediamo i sui dolci piedini dirigersi verso la nostra stanza da letto per un breve riposino.

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