L'acquisto degli slip (storia vera)

Scritto da , il 2015-09-15, genere gay

Dopo il viaggio in cuccetta con Marco, che mi ha lasciato stordito per un po' di giorni (mi segavo tutti i giorni, anche due volte, pensandoci), ho deciso che dovevo trovare un modo per farlo di nuovo con qualcuno. Negli anni 80 non era semplice come oggi, io ero un neofita e lo spauracchio delle malattie veneree non mi facilitava le cose. Dopo aver pensato a varie strade che potevo provare a percorrere mi è venuto in mente che, qualche mese prima, ero andato a comprare degli slip in un negozio di biancheria intima (vicino alla stazione Termini) il cui titolare mi era sembrato piuttosto dandy. Già allora avevo pensato che forse lo era ma non mi era venuto assolutamente in mente di provarci.
L'idea era di tornare nel negozio a comprare degli slip. Questa volta provare a chiedere di misurarli e trovare il modo di provocarlo. Era un negozio piccolo. Quando ero andato la prima volta non era né uscito né entrato nessuno e lui era da solo seduto su una bella poltrona.
Il pomeriggio stesso in cui mi è venuta l'idea ci sono tornato (con un certo timore che non ci fosse più) ed ho trovato le cose come le avevo lasciate allora. Il negozio era aperto, lui era seduto sulla poltrona e non c'erano altri clienti oltre a me.
Appena sono entrato mi ha salutato affettuosamente come se si ricordasse di me.
Io: si ricorda di me?
Lui: certo che si ... Non è neanche passato molto tempo. Come si è trovato con gli slip che aveva preso?
Io: mi sono piaciuti molto come modello ma non me li sono mai sentiti così bene addosso... Volevo infatti chiederle se ci può esserci il modo di misurarli perché da nessuna parte me li lasciano misurare. Pensando a lei mi è venuto in mente che potesse essere l'unico posto dove sarebbe stato possibile farlo...
Lui: in effetti gli slip non si dovrebbe farli misurare ma se le va bene che io le dia un paio di slip puliti, e quelli che vuol misurare li mette sopra a quelli, direi che si può fare...
Io: a me va benissimo! In effetti non avevo pensato che lei non può essere al corrente dell'igiene dei miei slip e che quindi è meglio che sia lei a fornirmi il sottoslip... La ringrazio molto per darmi quest'opportunità perché non sa quante paia di slip ho comprato e che poi non metto perché non mi piace come mi stanno addosso.
Mi ha quindi proposto di scegliere un po' di modelli da provare per poi passare al défilé. Era un uomo alto e magro sulla cinquantina. Vestito elegantemente e coi capelli lunghi biondi (credo tinti).
Una volta individuati alcuni modelli mi ha consegnato i sottoslip e mi ha suggerito di andare nel retrobottega a misurare.
Io: ha voglia di venire anche lei così mi da anche un suo parare estetico?
Lui: se non le crea problemi, molto volentieri (sembrava sorpreso ma molto interessato)
Io: (pensando che era un buon inizio) anzi! Al contrario. Venga pure!
Il retro bottega era fatto da un muro divisorio che lasciava un'apertura a destra di un metro con una profondità di circa un metro e qualcosa. C'era uno specchio al fondo è molti scatoloni impilati sul muro divisorio. Su uno piccolo frigobar c'era una macchinetta per il caffè e di fianco uno sgabello cubico.
Io sono andato verso gli scatoloni e lui si è fermato davanti all'apertura verso il negozio. Se entrava qualcuno lui rimaneva in vista. Io ho iniziato a spogliarmi e gli ho chiesto se potevo togliermi anche la polo che così vedevamo meglio come stavano gli slip e lui ha acconsentito molto calorosamente. È poi arrivato il momento di togliere i miei slip per mettermi i sottoslip cha avevo posato su uno scatolone e ho volontariamente lasciato che mi venisse dritto. Mi sono tolto gli slip, li ho posati, ho preso il sottoslip e ho iniziato a infilarlo lentamente standogli col cazzo dritto puntato contro.
Lui: complimenti!!! Non avrei detto da quel che si vedeva attraverso i pantaloni
Io: è da stamattina che fa così...
Lui: starà chiedendo qualcosa...
Io: purtroppo chiede spesso
Lui: (venendo in avanti) lo accontentiamo con una succhiata?
Io: (non dicendo niente mi sono preso il cazzo in mano e quando si è inginocchiato gli ho infilato il cazzo in bocca. Gli tenevo la testa con entrambe le mani) vai più giù... Succhiamelo tutto
Cercava di andare il più giù possibile ma appena gli venivano i conati ritornava verso la cappella. Nei giorni passati mi ero ammazzato di seghe così riuscivo a tenere abbastanza e mi son goduto la succhiata finché non mi è venuto da schizzare. Lui deve averla sentita arrivare e si è subito tolto il cazzo di bocca ma ha continuato a menarmelo fino all'ultima goccia. Uno schizzo gli è andato in faccia, gli altri per terra.
Dopo gli acquisti mi ha detto: se torni una volta alle 12.30 o alle 19.30 saliamo a casa mia che è qua vicino così se vuole chiedere di più noi lo accontentiamo...

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