Nuova avventura con Mauro finale
di
wolffenris
genere
gay
- Ora voglio stare sopra - mi disse. Allora mi sdrai e lui si sedette sul mio cazzone come un esperto. Piano piano si impalò come una troia vogliosa del mio uccello. Lo presi per i fianchi e ogni tanto spingevo io il cazzo più dentro
Sentivo colare dal suo culo gli umiri e spesso in faccia e sul corpo il suo sudore cadeva su di me. Era inebriante. Intanto segavo il suo cazzone che era duro come il marmo. Bagnavo la mano di saliva e lubrificavo cazzo e cappella.
Ero sul punto di venire e glielo dissi. Lui preferi farmi venire fuori e girando la mano mi segò e mi fece schizzare. Non fu una sborrata abbondante ma mi fece venire i brividi.
- Ora tocca a me mi disse - avvicinandosi con il corpo alla mia bocca, sedendosi quasi sul petto. FAP FAP FAP si segava a pochi cm dalla mia bocca. Io allungai la lingua e e trovai la cappella e cercai di avvolgerla con la bocca .
- Posso sborrarti in bocca? - mi chiese Mauro.
Non dissi nulla ,presi solo il cazzo e mano e con l'altra lo spinsi dal culo verso di me in modo che il cazzo mi andò in bocca. Lo lappai come se fosse un antidoto a un veleno mortale. - Oddio vengo, vengo urlo Mauro e mi inondò bocca e gola di sborra. Quasi svenni. Era buona, mi sentivo veramente una vacca in quel momento nonostante lo avessi montato prima!
Sentivo colare dal suo culo gli umiri e spesso in faccia e sul corpo il suo sudore cadeva su di me. Era inebriante. Intanto segavo il suo cazzone che era duro come il marmo. Bagnavo la mano di saliva e lubrificavo cazzo e cappella.
Ero sul punto di venire e glielo dissi. Lui preferi farmi venire fuori e girando la mano mi segò e mi fece schizzare. Non fu una sborrata abbondante ma mi fece venire i brividi.
- Ora tocca a me mi disse - avvicinandosi con il corpo alla mia bocca, sedendosi quasi sul petto. FAP FAP FAP si segava a pochi cm dalla mia bocca. Io allungai la lingua e e trovai la cappella e cercai di avvolgerla con la bocca .
- Posso sborrarti in bocca? - mi chiese Mauro.
Non dissi nulla ,presi solo il cazzo e mano e con l'altra lo spinsi dal culo verso di me in modo che il cazzo mi andò in bocca. Lo lappai come se fosse un antidoto a un veleno mortale. - Oddio vengo, vengo urlo Mauro e mi inondò bocca e gola di sborra. Quasi svenni. Era buona, mi sentivo veramente una vacca in quel momento nonostante lo avessi montato prima!
2
voti
voti
valutazione
8
8
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Tina, ultimo atto
Commenti dei lettori al racconto erotico