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Esibizionismo
data racconti erotici 2010-02-27 19:41:23

genere: categoria racconti erotici trio

Lo vidi per la prima volta mentre passeggiava con una bici rossa mezza arrugginita, non lo conoscevo anche perchè manco dal paese da molto tempo, anche se ci torno ogni anno per il periodo delle ferie.

Io sono Nina, vivo in Germania e. con mio marito Francesco e mio figlio Dorian, anche quest´anno sono qui a Gallipoli a godermi il meritato riposo estivo.

I miei genitori hanno ereditato una casa vicino al mare in localitá Mancaversa e noi la utilizziamo per le vacanze.

É una casa vecchia e ha spesso bisogno di manutenzione perció Francesco ogni anno ha il suo daffare a trovare degli operai che lo aiutino.

Proprio per questo spesso si rivolge ad alcuni suoi amici d´infanzia che gli danno una mano.



Quella mattina, Francesco stava organizzando con Maurizio e Gianni ( i suoi amici) su cosa e quando intervenire, le pareti dovevano essere pitturate cosí come le finestre e anche fuori c´erano delle crepe che dovevano essere riparate.

Con Dorian ce ne andammo al mare, in localitá lido Pizzo dove c´è fra l´altro una splendida spiaggia e che io puntualmente evito, perché troppo affollata.

Il litorale del Pizzo e bellissimo, non c´è spiaggia peró la natura é rimasta intatta, nell´aria si respira il profumo delle piante di rosmarino selvaggio e naturalmente del mare.



Io amo questo posto, una stradina vecchia piena di pietre e sabbia, costeggia il mare fino ad arrivare alla baia del Pizzo dove c´è la spiaggia e si puó vedere tutta la costa sud di Gallipoli.

Altra cosa che mi piace e che, siccome é un po scomodo arrivarci, il posto non é molto affollato, cosí posso prendere il sole in pace a volte anche in topless.

Di tutt´altro parere é Dorian, e per farlo venire gli ho dovuto raddoppiare la paghetta settimanale, anticipata!.



Andammo in macchina fino a un certo punto poi proseguimmo a piedi per qualche centinaio di metri.

Ci fermammo in un bel posto, abbastanza isolato, stendemmo gli asciugamani dove gli scogli erano piú lisci e andammo a fare il bagno.

Dopo un pó io uscii e mi andai a sdraiare al sole mentre Dorian rimase a nuotare e fu proprio in quel momento che passó...., con quella vecchia bicicletta in direzione della baia .

Lo guardai di sfuggita senza soffermarmi d´altra parte non c´era nessuna ragione per farlo, fino a quel momento era un perfetto sconosciuto.



Presi un fotoromanzo dalla borsa, l´avevo appena aperto quando mi accorsi che stava ritornando indietro, mi incuoriosii un pó e cominciai a seguirlo con lo sguardo.

Notai che aveva una maglietta marrone abbastanza larga e lunga, aveva un cappellino da baseball chiaro, sembrava alto sopra il metro e ottanta ma era molto magro.

Tutte queste riflessioni sarebbero finite nel dimenticatoio se fosse passato dritto senza rivederlo piú, invece mentre ero li a guardarlo, arrivato all´altezza dove io ero sdraiata si sollevó la maglietta scoprendo lo slip da bagno che aveva sotto e….la punta del pene che usciva fuori.

Tardai a distogliere lo sguardo, non mi sembrava vero, lui continuó a pedalare fermandosi ad una ventina di metri di distanza.

-che cavolo combina quello lí- pensai continuando ad osservarlo.

Per quello che riuscivo a vedere mi sembró un giovane sui venti venticinque anni, si sedette su uno scoglio volgendo lo sguardo verso di me.

Dorian uscí dall´ acqua, prese una bottiglia d´acqua dalla borsa dissetandosi, poi venne a stendersi accanto a me.



Il giovane cambió posto sedendosi piú vicino, dimezzando la distanza, e devo dire che cominciai ad allarmarmi, mi guardai in giro non c´era nessun altro, si intravedeva qualche ombrellone ma erano troppo lontani.

Dorian si giró a pancia in giú a per prendere il sole alla schiena, io mi ero messa a sedere e lo osservavo pronta a scattare.

Vidi che aveva messo la mano sotto la ,aglietta e la muoveva.

Distolsi lo sguardo e chiamai Dorian, gli dissi di prepararsi che andavamo via, intanto con la coda dell´occhio vidi che anche lui si era alzato.

Il cuore si fermó per un attimo poi lo vidi dirigersi verso la bicicletta salire e andarsene.



Era quasi ora di pranzo quando arivammo a casa, Francesco andó alla rosticceria che distava un centinaio di metri e compró un pollo arrosto, io intanto preparai un po d´insalata e accontentammo gli stomaci, poi ci andammo a stendere per il riposino pomeridiano.

Non dissi niente a Francesco di quello che era successo, pensavo di non rivedere piú quell´individuo e quindi non valeva la pena allarmarlo.

Peró ci ripensavo, l´emozione nell´esibirsi l´avevo provata, i battiti del cuore che accellerano, una scarica di adrenalina che arriva direttamente al cervello, ti senti avvampare in mezzo alle gambe e onde di secrezione ormonale fuoriescono dalla fessura infradiciandoti le mutandine.

Mi stavo eccitando, mi voltai verso Francesco che si era addormentato e in silenzio infilata una mano negli sip mi masturbai.



Verso le cinque mi alzai presi dal congelatore il caffé che avevo appositamente preparato la mattina e lo versai nei bicchieri,e andai da Francesco.

Bevve il caffe poi mi disse

-gli operai verranno dopodomani, e forse dovranno ritornare per qualche ora il giorno successivo-

-a che ora iniziano?- chiesi

-alle sei ma non c´è bisogno che ti alzi cosí presto in camera da letto possono lavorare dopo-

Mi arrabbiai, prendendomela anche con i miei genitori che non si preoccupavano della casa, che noi eravamo in ferie.

-su amore non ti arrabbiare la casa é ormai nostra e quindi é compito nostro occuparcene-

-hai ragione peró ho anche voglia di passare un po di tempo da sola con te -

-Ti prometto che domani staremo tutta la giornata insieme-

L´indomani, di parola, Francesco mattiniero si alzó per primo e preparó la colazione, Dorian rimase a dormire, e noi dopo mangiato ce ne andammo insieme al mare.

Qualcosa mi spinse a voler tornare allo stesso posto del giorno prima, cosí convinsi Francesco a portarmici, con lui non avevo paura ed ero curiosa di vedere se quell´individuo si fosse fatto rivedere.



Entrammo in acqua giocammo un po a spruzzarci poi si avvicinó ed iniziammo a baciarci lui

si schiacció col bacino facendomi sentire la virilitá

-ma che cattivo che sei- dissi allungando una mano e accarezzandolo

-uhmmmm continua, mi piace,.. dai, prendilo in mano-

.-e no adesso basta non essere egoista-

Avevo pronunciato l´ultima frase quando lo vidi,,, si era seduto nello stesso posto e ci stava osservando.

Tolsi la mano automaticamente non sapevo da quanto tempo era lí a spiarci, e cosa avesse visto.

-stai fermo che abbiamo visite- gli dissi divincolandomi

-Pensavo e ne fossi accorta e un bel pó che ci sta guardando-

-Francé sei un porco, hai lasciato che ti toccassi sapendo che ci stava guardando,forse é per questo che ti sei eccitato-

-Ma no che dici sei tu che mi ecciti, sei cosí sexy –

-bugiardo, dai forza, andiamo ad abbronzarci un pó –



Ci stendemmo, mi misi a pancia in giú, presi il libro che mi ero portata appresso, era un´opera di ken Follet ,Mondo senza fine, lo aprii alla pagina contrassegnata dal segnalibro, ma non riuscivo a concentrarmi e alla fine il mio sguardo vagó verso di lui.

Lui se lo stava massaggiando da sopra il costume e appena si accorse che lo stavo guardando lo tiro fuori.

Anche se stavo abbastanza lontana vidi che era di notevoli dimensioni, anzi era veramente grosso.

Si caló la maglietta nascondendolo mi girai e vidi che Francesco si era messo seduto, disse

-Forse é meglio mettersi un pó di crema protettiva sento il sole che comincia a pungere-

Forse non si era accorto di niente, gli spalmai la crema dappertutto poi fu il suo turno, inizió dalla schiena, aveva le mani cosí leggere e calde che mi stavo lentamente eccitando.

Mi slacciai il reggiseno, Francesco cominció a spalmare la crema sulla schiena, io guardavo verso il giovane che si limitava a osservarci.

-Hai visto come ti guarda quello?,,, ti sta mangiando con gli occhi, ora gli vado a chiedere cosa vuole-

-no Francé non sta facendo niente di male, lascialo guardare, tanto lo so che ti piace-

Francesco sussultó alle mie parole, gli tremavano leggermente le dita mentre i suoi massaggi cominciavano a diventare carezze, arrivando ad infilarsi dentro lo slip accarezzandomi il culo.

-non credo di aver bisogno di crema protettiva sul sedere- dissi

-allora girati che te la spalmo davanti-

-allacciami il reggiseno-

-fallo da sola-

-e va bene- e cosí dicendo mi girai, le tette libere alla vista con i capezzoli eretti e duri per l´eccitazione

-sei uno spettacolo- disse - mi fai morire, senti come é duro-, continuó prendendomi una mano e portandosela sul pene.



Glielo accarezzai da sopra gli slip, intanto sbirciavo il nostro vicino che a sua volta se lo stava lisciando.

Francesco cominció a spalmarmi la crema,i soffermandosi sulle tette stringendomi leggermente i capezzoli, il porco sapeva il mio punto debole, e mi stava cucinando per bene, se prima era solo calore adesso mi sentivo la fica in fiamme, mi venne un bisogno irresistibille di urinare, mi guardai, c´era giá una macchia scura, stavo avendo delle perdite e dovetti stringere forte le gambe per trattenere i liquidi.

Non mi era mai successo ero eccitatissima, volevo che quello mi guardasse,volevo che mi vedesse.

-spogliami nuda, toglimi le mutandine- dissi a Francesco

-sei una troia- disse lui infilando le mani nell´elastico -cazzo sono fradicie-continuó

io mi inarcai col sedere per farle scorrere mentre guardavo il giovane che si era messo una mano negli slip.

Le mutandine calarono giú lasciandomi completamente nuda agli occhi del giovane che si era alzato e si era avvicinato di qualche metro, io tirai fuori il membro di mio marito duro come la pietra

-mettimelo dentro-gli dissi - fagli vedere come mi scopi-

-cazzo, sei proprio partita non mi sembri nemmeno tu-

Francesco mi venne sopra e me lo ficcó dentro mentre lui se l´era tirato fuori e se lo stava menando.

I nostri occhi si incontrarono gli sguardi erano pieni di libidine con la lingua si umettava continuamente le labbra, gli occhi gli parlavano potevo percepire tutta la sua passione misi due dita in bocca simulando un rapporto orale, lui inarcó il bacino come a offrirmi il membro e disse qualcosa scandendola, e dal labiale capíi -prendilo puttana.-

Non resistetti piú l´orgasmo mi colpí violento come una frustata, il basso ventre si fuse, era troppo, strinsi le cosce gridando per il piacere mentre Francesco mi stava inondando di sperma l´utero.

Venne anche lui lo sentii gemere, poi infilatosi il membro dentro gli slip senza nemmeno pulirsi scappó via di corsa.

scritto da autore racconto erotico Nina

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