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Profumo di donna
data racconti erotici 2011-09-02 14:23:31

genere: categoria racconti erotici incesti

Quella mattina mi ero svegliata presto, avevo fatto un sogno vagamente erotico ed ero arrapatissima.
Senza starci tanto a pensare mi sono sfilata le mutandine e ho cominciato ad accarezzarmi la passerina.
Mi piace masturbarmi. È la cosa che mi piace di più in assoluto. Da quando mio marito se n'è andato la mia vita sessuale è dedicata alla masturbazione. Piano piano la mia mano ha preso il giusto ritmo portandomi velocemente all'orgasmo che è stato così intenso da farmi arcuare la schiena.
La cosa che mi dispiace è di dovermi controllare con i gemiti, nella stanza a fianco dorme Luca, mio figlio e non vorrei che sentisse.
Dopo essermi crogiolata po' nel letto mi è venuta voglia di un caffè, così sono andata in cucina a prepararmelo.
Sapendo che Luca nei giorni di festa non si alza mai prima delle dieci non ho pensato affatto ad infilarmi un paio di slip, sono andata con la corta vestaglietta che mi copriva solo la parte di sopra,
Fatto e bevuto il caffè mi sono seduta sul divanetto a fumare una sigaretta e ho cominciato a sfogliare i depliant che erano ammonticchiati lì vicino.
Mi sentivo completamente a mio agio con la passera ancora bagnata all'aria, mi dava un piacevole senso di libertà.
“Oh mamma... Che ci fai qui... Scusa sai...”
Accidenti Luca era davanti a me e mi guardava con gli occhi fuori delle orbite.
“Scusa tu” gli ho risposto, serrando di colpo le gambe “Non pensavo ti alzassi così presto...” Era una situazione imbarazzante e ridicola. “Mi ero messa un po' in libertà. Mi dispiace ma in fondo sei abbastanza grande non credo ti debba scandalizzare più di tanto”.
Mentre Luca mugugnava qualcosa sono tornata in camera mia e mi sono rimessa in ordine.
Certo non sarebbe dovuto succedere, però in fondo a diciotto anni non si sarebbe traumatizzato di sicuro.
Quanto tornai di là assunsi l'atteggiamento più naturale di questo mondo e cominciammo a pianificare gli impegni della giornata.
Quando le giornate cominciano storte non c'è verso che si raddrizzino. Verso sera, dovendo dire una cosa a Luca, mi diressi verso la sua camera e, senza bussare, entrai spedita.
Questa volta era lui ad essere in una situazione imbarazzante. Era sdraiato sul letto con i pantaloni alle caviglie e si stava masturbando con gusto.
Per la seconda volta nella giornata rimase di sasso.
“Scusami” gli sussurrai a mezza bocca ed uscii.
A differenza di lui io non ero affatto stupita della cosa, sapevo benissimo che si masturbava, trovavo spesso tracce evidenti sulle lenzuola, mi dispiaceva, però, averlo messo in imbarazzo per la seconda volta in un giorno.
Dopo dieci minuti uscì dalla sua stanza e venne a sedersi in cucina.
“Sai...” iniziò a dire “Mi dispiace molto... non volevo...”
“Senti Luca” gli risposi dolcemente “non vedo di cosa tu debba dispiacerti.”
“Beh... mi hai sorpreso a ...” si vergognava d continuare.
“A masturbarti vuoi dire? E allora? Capisco che è una cosa che uno preferirebbe fare da solo in santa pace, e per questo sono io a dovermi scusare di essere entrata senza bussare, per il resto masturbarsi è una cosa che fanno tutti, chi più chi meno. Non devi assolutamente scusarti per questo”
“Davvero? Non sei arrabbiata?”
Mi misi a ridere “Certo che no. Mi meraviglierei del contrario. Puoi farlo tranquillamente senza per questo sentirti in colpa, fa parte della tua vita privata, sulla quale decidi solo tu.”
Mi abbracciò contento. Passammo la serata a vedere la televisione scherzando e coccolandoci, ci sentivamo molto vicini.
Un pomeriggio tornai a casa più presto del solito e dirigendomi in camera mia vidi Luca, completamente nudo, sdraiato sul mio letto. Si stava masturbando.
“Luca! Ma che ci fai sul mio letto?”
“Beh... insomma...”
“So benissimo cosa stai facendo, ma perché sul mio letto?” non ero arrabbiata ma abbastanza perplessa.
“Sai... non so come spiegarti... e per via del tuo profumo” Lui non sapeva come spiegarsi ma io avevo capito benissimo, era attratto dall'odore di femmina.
“Queste cose puoi farle in camera tua, ricordati che sono tua madre. Comunque per questa volta passi, continua pure. Torno a cambiarmi più tardi.”
“Resta pure, a me non dai nessun fastidio.”
“Sei un bel furbetto eh?” la sua ingenuità mi fece sorridere, decisi di accontentarlo.
Cominciai a spogliarmi dandogli le spalle, lo tenevo d'occhio dallo specchio.
Rimasta in slip e reggiseno e persi un po' di tempo a cercare cosa mettermi mentre Luca accelerava il ritmo poi, sempre di spalle mi slacciai il reggiseno e m'infialai una felpa.
Quando mi girai Luca aveva la pancia e il petto coperto di sperma, evidentemente aveva gradito lo spettacolo, presi un asciugamano e glielo poggiai sulla pancia.
“Usa questo per pulirti se no fai una macello. Ma dove tenevi tutta quella roba?” lui mi rispose con un risolino.
“Riposati un po' intanto che preparo la cena”.
Fu una bella serata, dopo cena guardammo la televisione seduti sul divano mentre Luca mi carezzava la schiena, cosa che mi rilassa tanto.
La mattina dopo mi svegliai eccitata, ripensando alla scena del giorno prima la mia eccitazione aumento così, mi spogliai e dopo essermi pizzicati capezzoli mi abbandonai ad una lussuriosa masturbazione.
Avevo appena finito quando Luca bussò alla porta. “Posso mamma?” Mi coprii con il lenzuolo e gli risposi di entrare Indossava solo i pantaloni del pigiama ed aveva in mano il vassoio con due tazze di caffè. “Oh bravo, che bell'idea hai avuto”.
Bevemmo il caffè poi lui si sdraiò affianco a me. Non potei fare a meno di notare il rigonfiamento del pigiama. Lui incrociò il mio sguardo e mi sorrise.
“È sempre così arzillo il tuo amichetto?” gli chiesi.
Invece di rispondermi scostò l'elastico del pigiama ed il suo uccello fece capolino fuori.
“Non puoi lasciarlo così” gli dissi sorridendo “Visto che oggi è festa fai contento il tuo amichetto”
Non se lo fece dire due volte si sfilò i pantaloni del pigiama e si sdraiò nudo a fianco a me. I nostri corpi nudi si toccavano divisi solo dal leggero lenzuolo.
Gli cinsi le spalle col braccio e lo avvicinai ancora più a me, la sua mano aveva iniziato a carezzare l'uccello che, per la prima volta avevo occasione di osservare da vicino. La mano copriva e mostrava la punta rossa sempre più lucida e paonazza finché i getti di sperma non posero fine, insieme ad un profondo sospiro, a quel movimento spasmodico.
“Adesso va meglio no?” Luca annuì soddisfatto.
“Quante volte lo fai?” gli chiesi incuriosita.
“Quasi ogni giorno” mi rispose lui.
“Per la tua età è normale”
“E tu?” mi chiese lui.
“Non si fanno certe domande ad una signora” gli risposi scherzando.
“Però una cosa puoi dirmela” continuò lui senza darmi tregua “quella mattina che in cucina eri, diciamo così in libertà, l'avevi appena fatto vero?”
“Dal momento che ti si può nascondere niente. Sì l'avevo appena fatto”
Quella confessione mi fece sentire in qualche modo più leggera. Ora Luca sapeva, per mia stessa ammissione, che anch'io mi masturbavo. Non so dove questo ci avrebbe portato ma così stavano le cose.
Venerdì sera non avevo nessuna voglia di cucinare così decidemmo di andare in pizzeria con una mia amica e suo figlio.
Fu una serata piuttosto divertente anche grazie ai molti boccali di birra bevuta.
Una volta a casa, dopo aver fatto la dovuta sosta in bagno per alleggerirci dalla birra, ci mettemmo comodi a vedere la televisione.
Io mi ero messa un paio di pantaloncini corti e una larga canottiera mentre Luca era rimasto con i soli jeans.
Non passò molto tempo che Luca iniziò a massaggiarmi la schiena procurandomi uno stato di piacevole benessere, che mi spinse a sdraiarmi a pancia sotto sulle sue gambe.
Il movimento della mano di Luca e la posizione assunta spinsero il bordo della canottiera sempre più in alto, tanto che ad un certo punto mi tirai su e, non sapendo neanch'io cosa mi passasse per la testa, mi sfilai la canotta e mi rimisi nella posizione precedente offrendo a Luca tutta la schiena nuda.
La sua mano cominciò a muoversi nervosamente sentii anche che il suo uccello che premeva da dentro i jeans sul mio seno.
Con tutta naturalezza mi girai mostrandogli il mio seno i cui capezzoli iniziavano ad inturgidirsi. Luca non perse tempo ne afferrò uno con due dita e iniziò a tirarmelo. Senza dire una parola sollevai i fianchi e mi sfilai i pantaloncini. Ora ero completamente nuda davanti a mio figlio. La sua mano si staccò dal capezzolo e si posò sulla pancia poi, con movimenti lenti e circolari si avvicinò al pube fino ad infilarsi fra le gambe.
Quando sfiorò il clitoride ebbi un sussulto.
“Tesoro non credi sia il caso di togliere quei jeans?” gli dissi alzandomi e, mentre lui in tutta fretta si sfilava i pantaloni, mi diressi in camera mia.
Quando Luca mi raggiunse ero sdraiata a gambe aperte sul lettone.
Lui si fermò un attimo a guardarmi poi, invitato da me, si sdraiò sopra di me.
Fu un alternarsi di furori e baci dolci e profondi poi mi scivolò dentro. Era molo tempo che non prendevo un uomo dentro di me, la cosa mi procurò un fulmineo orgasmo seguito da un altro più lungo e più intenso.
Anche Luca venne velocemente, inondandomi il ventre di sperma bollente.
Rimanemmo abbracciati a lungo prima di addormentarci.
Quando m svegliai la mattina dopo Luca era ancora nel mio letto e dormiva profondamente, Mi alzai ed andai in cucina a farmi il caffè. Ora potevo girare tranquillamente nuda per casa.
Dopo il caffè mi sedetti sul divanetto a fumare una sigaretta e ripensai a quanto successo poche settimane prima quando seduta nello stesso posto Luca mi aveva sorpresa con la passera all'aria. Come erano cambiate le cose in pochi giorni.
Mentre facevo queste riflessioni sentii i passi di Luca, quando fu sulla porta mi vide e mi sorrise, questa volta aprii le gambe per mostrarmi a lui in tutta la mia femminilità.
Si avvicinò senza dire una parola e, dopo essersi inginocchiato incollò le sue labbra alla mia passera.
Fu la leccata di figa più dolce e passionale della mia vita.
Quando si alzò avevo il suo uccello all'altezza del viso. Mi avvicinai e glielo succhiai per ricambiargli l'infinito piacere che mi aveva dato. Non ci mise molto a farmi bere il suo sperma.


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