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Le onde del mare egeo - Thu, 09 Apr 2009
E' da venti minuti, ormai, che osservo le onde dell'Egeo infrangersi sulla riva.
Tra spruzzi di schiuma bianca, ciascuna onda si allunga imperiosa sul bagnasciuga, conquista metri su metri, rimane per un attimo distesa, quasi immobile, per poi ritrarsi velocemente e scontrarsi con quella successiva che avanza impetuosa.
Ed ogni volta la sabbia, intrisa d'acqua salata, torna ad essere liscia e compatta, cancellando le orme dei bagnanti che passeggiano numerosi sulla riva.
Questa eterna lotta tra terra e mare mi affascina e mi rilassa, quasi ipnotizzandomi, aiutandomi a svuotare la mente da pensieri e preoccupazioni.
E' solo con la coda dell'occhio che vedo sopraggiungere la coppia all'ombrellone accanto al mio.
E immediatamente mi rendo conto che le onde di questo mare non avranno più tutta la mia attenzione.
La ragazza è alta, gambe magre ed affusolate.
Capelli lunghi, corvini, che le ricadono sulle spalle, un viso delicato e sensuale: sarà' sui venticinque anni, al massimo un paio di più.
Lui è decisamente più grande, vicino alla quarantina, ma certamente ben portati.
Di sicuro una gran bella coppia.
Ma la mia attenzione è, ovviamente, concentrata tutta su di lei, e l'uomo, attimo dopo attimo, scompare, come il mare e le onde, dalla mia vista e dai miei pensieri.
I miei occhi, celati dagli occhiali da sole, si fissano su di lei, su quella creatura fantastica che, come una visione, il destino ha offerto al mio sguardo.
Abbandonato sul lettino, mi preparo a riempire i miei occhi di quel corpo meraviglioso, ad esplorare ogni centimetro di quella pelle così erotica ed invitante.
Con movimenti aggraziati e sinuosi, la ragazza si libera della maglietta e dei pantaloncini, mostrandosi in un bikini nero che, stranamente, fa risaltare ancora maggiormente la sua abbronzatura intensa e perfetta.
Corpo snello e pelle vellutata, viso sorridente e solare, si allunga di schiena sul lettino, dopo avervi disteso meticolosamente un telo da mare giallo con inserti verdi ed azzurri.
A pochi metri da me, immobile sotto il sole rovente, posso finalmente percorrere con lo sguardo il suo corpo e studiare ogni minimo particolare di lei.
E inizio il mio percorso visivo dal suo volto.
Con gli occhi chiusi, completamente rilassata, il suo viso, incorniciato dai lunghi e neri capelli, è splendido: lineamenti regolari, delicati, incredibilmente perfetti.
Naso piccolo e labbra carnose, meravigliosamente disegnate.
Le tiene socchiuse, ed il bianco dei denti risalta sullo sfondo della sua pelle dorata.
Le labbra.
Immagino di avvicinarmi a lei, di inginocchiarmi accanto a quel lettino, su questa spiaggia dove tutto è scomparso e ha perso di interesse.
Lei ed io.
E le onde dell'Egeo come unica e incessante colonna sonora.
Vorrei chinarmi su quelle labbra, percorrerle con un dito, sentire sotto la mia pelle la morbidezza della sua bocca; e poi saggiarle con le mie, in una carezza lenta ed infinita, fino ad incontrare la sua lingua e a perdermi nel suo profumo.
Per un attimo sogno quella bocca su di me, circondarmi il pene eretto, scorrere lenta sulla carne sensibile, torturarmi deliziosamente la cappella congestionata...
Sono ovviamente desideri irrealizzabili, e per questo quasi dolorosi; pensieri che cerco disperatamente di allontanare dalla mia mente in subbuglio.
I miei occhi accarezzano la sua pelle: le spalle, il collo, le braccia, le mani.
Il seno, trattenuto dal bikini, non e' abbondante, ma lo intuisco sodo e perfetto; lo osservo seguire il lento movimento del respiro della ragazza e, con la fantasia, faccio sparire il ridotto costume nero, unico e fragile ostacolo al mio sguardo sognante.
Ora è nuda, completamente nuda: sono così preso da lei che il bikini non lo vedo più.
Nuovamente in ginocchio accanto al lettino, sogno di passare le mie mani su quella pelle vellutata, di cospargerle i seni di crema solare, di pizzicarle delicatamente i capezzoli, sempre più eretti ed eccitati.
Immagino di accarezzarle il ventre, e poi le cosce di raso, cosce che si aprono al tocco delle mie dita, e di strapparle sospiri di crescente eccitazione.
E quando le mani non basteranno più a placare la mia voglia di lei, sara' la mia lingua ad assaporare la fragranza del suo corpo.
E allora immagino di stringerle i capezzoli tra i denti, di giocare con la lingua nel suo ombelico, di scivolare, leccandola, sulle lunghe gambe, sui tonici polpacci, fino alle sottili ed eleganti caviglie.
Vorrei indugiare a lungo sulla cavigliera argentata, mentre lei, sempre più eccitata, apre le gambe, portandosi una mano alla fica, accarezzandosela con movimenti via via più frenetici...
La mia lingua abbandona la cavigliera, percorre il dorso snello del piede, arriva fino alle dita, accarezzandole lentamente, una ad una, mentre la mia vista si riempie delle sue unghie, perfette, curate, laccate di un rosso vivo e brillante.
E quando la lingua non sarà più sufficiente ad appagare i miei sensi, sarà la bocca, saranno le mie labbra ad impossessarsi di quel piede erotico e sensuale, circondando l'alluce e succhiandolo, assecondando il crescere della mia travolgente eccitazione.
La ragazza, con la mano, continuerà a torturarsi velocemente il clitoride, e le sue dita si insinueranno nella fica aperta, sempre più frequentemente, sempre più in profondità.
La sentirò godere, sussultare, sospirare e rabbrividire, in un orgasmo che sembrerà essere infinito...
Il suo alzarsi dal lettino mi strappa al sogno che sto facendo ad occhi aperti: per un attimo, solo per un attimo, i nostri sguardi sembrano incrociarsi.
Poi, con movimenti aggraziati, ancheggiando e mostrandomi la schiena e le natiche, uniche parti di quel corpo che mancavano al mio sguardo, la ragazza si avvia verso il mare, verso l'acqua trasparente che donera' frescura alla sua pelle riarsa dal sole.
Si immerge tra le onde, e quando l'acqua le giunge alla vita, con un agile tuffo scompare ai miei occhi.
Mentre la osservo nuotare verso il largo, provo invidia per le onde dell'Egeo, quelle onde che ora si sono impossessate del suo corpo, che accarezzano la sua pelle, come mani gigantesche di un amante straordinario.
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Buon divertimento e buona lettura a voi perversi e arrapati cazzoni.
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