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Mia suocera

Scritto da Anonimo, genere incesti

Ho 24 anni e sono sposato da due anni con una ragazza davvero carina e molto formosa, Sabrina, di 22 anni, con la quale ho un rapporto sessuale molto appagante.

Conobbi Sabrina sei anni fa e ci fidanzammo dopo una settimana di frequentazione.

Lei, come me, è molto curiosa ed assieme abbiamo fatto l'amore davvero in tutti i modi; dopo un paio di mesi di fidanzamento abbiamo fatto l'amore (per lei era la prima volta) e non mi ci è voluto molto per convincerla a provare il sesso orale e quello anale.

Purtroppo i suoi genitori non ci hanno mai permesso, da fidanzati, di andare in vacanza da soli, quindi le prime quattro estati le abbiamo trascorse in un paesino delle Marche assieme a loro.

La madre di Sabrina è una signora abbastanza appariscente, che non dimostra i suoi 45 anni: alta un metro e sessantotto, magra e con un seno da vera maggiorata, quinta misura.

Tutto inizia, come ho già detto, l'estate di tre anni fa, quando Sabrina è costretta a ritornare a Roma (siamo entrambi di Roma) a causa di un improvviso problema sorto nell'ufficio in cui lei lavora...

Io mi ero slogato una caviglia giocando a pallone sulla spiaggia e non potevo guidare la macchina; Sabrina allora rientrò a Roma con il padre e non sarebbe tornata prima di cinque giorni; il padre infatti veniva a mare solo il sabato e la domenica mentre dal lunedì al venerdì era a Roma a lavorare.

Rimanemmo in casa quindi solo io e la madre di Sabrina.

Premetto che mai, prima di quei giorni avevo guardato colei, che poi sarebbe diventata mia suocera, come una possibile partner in un rapporto sessuale; con lei parlavo molto liberamente di ogni cosa e mi piaceva considerarla quasi un'amica.

Ma sin dal primo giorno in cui eravamo rimasti da soli, il suo atteggiamento cambiò nettamente.

Normalmente lei indossava solo costumi interi per fare il bagno, quel giorno invece indossò un due pezzi molto succinto, leggermente trasparente.

Normalmente piantavamo l'ombrellone in modo da stare vicini ad altre persone con le quali ogni tanto scambiavamo due chiacchiere, quel giorno invece la madre di Sabrina volle prendere il sole in una zona più isolata perché meno vicina al mare.

Mi sorprese quando, stesa con la pancia in giù, mi chiese di slacciarle il reggiseno del costume per evitare la antiestetica striscia bianca sulla schiena, così mi disse, e poi domandò se mi imbarazzava spalmarle l'abbronzante sulle spalle.

Fu in quel momento che provai per la prima volta una forte eccitazione nei confronti di mia suocera.

Lei era sempre sdraiata a pancia in giù, ma parlava con me alzando la schiena e non era possibile che non si accorgesse che gran parte dei suoi grossi seni così risultavano ben visibili; e non era possibile che non si accorgesse che il mio sguardo cercava sempre più frequentemente di intravedere almeno un po' dei suoi capezzoli.

Era chiaro, stava provocandomi e sapeva benissimo come farlo, credo anche che si divertisse un mondo all'idea di vedermi in quelle condizioni.

Ritornati a casa la mia convinzione andò via via aumentando; lei era abituata a fare la doccia nel bagno, mentre quel giorno la fece con me dietro casa all'aperto, aprendo più volte con disinvoltura i due pezzi del costume.

Quando poi uscì dalla camera da letto, dove era andata a cambiarsi, le mie convinzioni erano ormai diventate certezze!

Aveva indossato, al posto dei soliti camicioni, una magliettina bianca troppo stretta per lei e per i suoi seni e che faceva intravedere tutto il reggiseno!

Anzi, riconobbi la maglietta, era di Sabrina; mia suocera aveva indossato una maglietta della figlia, oramai era chiaro, per provocarmi!

A tavola le cose non cambiarono: mia suocera continuò a provocarmi iniziando a farmi domande "strane" sul rapporto tra me e Sabrina, dicendomi che sapeva benissimo che quando noi tornavamo la sera a casa, e lei ed il marito dormivano, noi ne approfittavamo per fare l'amore. Alzandosi da tavola per dirigersi verso il frigorifero mi disse "Una volta vi ho anche sentiti, ma la cosa non mi ha dato fastidio, anzi...".

Fu a quel punto che mi alzai, mi avvicinai a lei che era di spalle, e presi in mano i suoi seni, spingendo il mio pene eretto contro il suo culo.

Lo schiaffo che ricevetti in cambio fu terribile, ancora di più le sue parole "Ma che credi di fare?? Sei impazzito?! Vattene da qui!".

Il mondo mi crollò addosso, sarei voluto sprofondare, mugugnai qualcosa cercando di chiederle scusa ed andai di corsa nella mia cameretta.

Mi sedetti sul letto mantenendomi la testa con le due mani; non sapevo cosa fare, avevo rovinato tutto, avrei dovuto supplicarla di non dire niente a Sabrina ed al marito, avrei dovuto trovare una giustificazione per l'accaduto.

Rimasi così per una decina di minuti, mentre sentivo mia suocera muoversi nervosamente per la casa sbattendo le porte.

All'improvviso lei entrò nella mia camera, mi sembrava di leggere nei suoi occhi il rancore che provava nei miei confronti.

Invece, continuandomi a guardare, si tolse la maglietta e si abbassò la gonna.

Era rimasta in reggiseno e mutandine e continuava a guardarmi, mi alzai di scatto e non potetti fare a meno di guardarla dalla testa ai piedi.

Lei portò le sue mani dietro la schiena e si slacciò il reggiseno facendolo cadere a terra.

Il suo seno era bellissimo e, nonostante fosse quello di una maggiorata, non era cadente, infatti mi meravigliai di vederlo così in su, ebbi anche il dubbio che potesse essere finto, portai le mie mani sui suoi seni stringendo tra il pollice e l'indice i suoi capezzoli che un poco alla volta diventavano sempre più duri, il seno era decisamente vero.

Lei mise una mano dietro la mia testa e la spinse verso di se; io avrei voluto abbassarla per andare a baciare i suoi capezzoli, invece lei me la sollevò e iniziò a baciarmi. Dopo mi allontanò, si abbassò la mutandina e si stese sul letto.

Io le presi la mano e la portai sul mio pene oramai durissimo; lei ebbe un sussulto che mi convinse a non perdere nemmeno un secondo per abbassarmi il costume e togliermi la maglietta.

Salii su di lei ed iniziai a baciarla, mentre con una mano stringevo sempre più violentemente il suo seno; dopo un minuto lasciai il suo seno, presi il mio pene e finalmente la penetrai.

Iniziai ad andare su e giù lentamente ed un po' alla volta aumentai il ritmo; lei era sempre con gli occhi chiusi ed i suoi gemiti aumentavano sempre di più.

L'orgasmo si faceva sempre più vicino e io le chiesi se prendeva la pillola. Mi rispose che non la prendeva e che le potevo arrivarle addosso.

Appena pronunciò queste parole l'orgasmo arrivò; estrassi velocemente il pene dalla sua fica bagnatissima ed arrivai. Spruzzai con più forza del solito ed il getto, se non avesse incontrato prima il seno, le sarebbe arrivato in faccia.

Rimanemmo così per una ventina di secondi, lei aprì gli occhi dicendo che era stato bellissimo. Io mi alzai, presi dei fazzolettini di carta e iniziai a pulirla.

Lei prese di nuovo il mio pene in mano, che era rimasto perfettamente duro, ed io mi resi conto che lei non aveva raggiunto l'orgasmo.

Iniziai allora a leccarle di nuovo i seni, poi la feci sedere sul letto e mi alzai in piedi; avvicinai il mio pene alla sua bocca e lei mi guardò con lo sguardo stupito.

Capii che non aveva mai preso un uccello in bocca; insistetti un poco ed ecco che lei, dopo aver chiuso gli occhi, aprì la bocca e la richiuse attorno al mio pene.

Imparò molto in fretta, tanto che dopo una ventina di secondi iniziai a provare piacere per come me lo succhiava. Pensai, ridendo, che lo prendeva in bocca proprio come faceva Sabrina; mi chiese il motivo di quel sorriso ed io, senza più inibizioni, glielo dissi; lei sorrise di quello che avevo detto e continuò.
A questo punto mi fece stendere sul letto e salì sopra di me, essendo questo l'unica posizione -disse- nella quale raggiungeva l'orgasmo. Infatti dopo alcuni minuti lei arrivò, urlando come mai avevo sentito urlare una donna; mi chiese se anche io ero pronto per sporcarla di nuovo e queste parole mi eccitarono tantissimo.

Mi alzai e le chiesi di prendermelo ancora in bocca, le chiesi anche se voleva provare a farsi arrivare in bocca; lei disse di si, dato che le dissi che la figlia apprezzava molto la cosa, nonostante fosse la prima volta non mostrò nessun impacciamento.

Sabrina in genere ingoiava la maggior parte dello sperma, la madre invece dalla bocca se lo fece cadere sul seno, dove iniziò a spalmarselo con le mani; mi chiese di leccarne un po' e di baciarla, ed io lo feci.

Gli altri giorni siamo rimasti quasi sempre chiusi in casa facendo l'amore almeno tre volte al giorno. Ma oltre al piacere dell'atto sessuale, era bellissimo la sensazione di libertà che provavo, potevo chiederle come se niente fosse di farmi arrivare in bocca.

L'ultimo rapporto lo abbiamo avuto la mattina, prima che Sabrina ed il padre arrivassero. Essendo consapevoli entrambi che sarebbe stato difficile dopo fare di nuovo del sesso ci impegnammo molto. Lei arrivò come al solito stando sopra di me, io le chiesi di farmi una spagnola e di arrivarle in faccia.

Ci demmo un lungo bacio, con le lingue sporche di sperma, e ci pulimmo.

Poi Sabrina giunse a casa e le cose ritornarono alla normalità, a parte il fatto che quando facevo l'amore con Sabrina sognavo la madre.

Ritornati a Roma, a parte un pompino che mi fece mentre Sabrina era in bagno a prepararsi, mia suocera mi disse che non era più possibile andare avanti così e che non bisognava rovinare due famiglie solo per una forte attrazione sessuale tra di noi.

Ho accettato con rammarico questa cosa, ma in effetti non si poteva fare altrimenti.

Molti dicono che le suocere danno fastidio...

La mia invece mi piace tantissimo!

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