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Mamme di provincia 2
data racconti erotici 2013-12-08 16:29:26

genere: categoria racconti erotici tradimenti

La prima notte a casa, non appena Bruna si corica nel letto Gianni cerca un approccio, lei che non si sente ancora in ordine la sotto prende le solite scuse e manda il marito in bianco. lui è abituato e sorridendo le dice ”ok sei stanca , ma vediamo se questo ti sveglia “ e prende da sotto il letto un pacchetto e lo porge alla moglie. Lei sorpresa lo prende bacia il marito e dice “un regalo i” e lo scarta. Sulla scatola c’è scritto SUPER BAM BAM 12” e le foto della confezione sono eloquenti, si tratta di un super vibratore lungo 30 cm largo 5 e di colore NERO. Bruna spalanca gli occhi pensando subito alla settimana prima, e balbetta “ ma ,ma questo è un mostro cosa ne faccio”. Gianni deluso risponde “pensavo ti piacesse, il nero ora va di moda, va bè lo lascio sotto il letto”. Bacia la moglie spegne la luce e si gira. Le giornate di fine estate trascorrono veloci, Bruna continua a negarsi con varie scuse. Trascorsa una settimana decide di concedersi per non insospettire il marito. Quella sera i due fanno all’amore, durante il coito Bruna pensa sempre ai due negri. Gianni non è mai stato un campione di durata e le 3 settimane di astinenza fanno il resto, dopo due minuti viene, subito si alza dal letto, va in bagno ,getta il preservativo.si lava un poco e poi torna a letto. Bacia la moglie e le dice “scusa ero veramente eccitato ”e Bruna risponde “non ti preoccupare sei stato bravissimo”. “smettila lo sai che non è vero, meriti molto di più, ed a quanto pare te lo sei concesso” risponde Gianni. Il terrore compare sul viso di Bruna che pensa di essere stata scoperta. Gianni continua con “ ti sento più larga ,confessa dai , hai provato il regalo”. Sul viso di Bruna torna il sereno ed approfittando del momento dice “e va bene, lo ammetto l’ho provato oggi, veramente grande, in tutti i sensi”, Gianni incuriosito “fammi vedere dai..” e Bruna “l’ho usato oggi, questa sera l’ho fatto con te, non pretendere troppo dalla mia fichetta”, “allora ti piace?” Chiede ancora Gianni. Bruna risponde che è meraviglioso ed inventa una storia che eccita molto il marito ed anche un poco se stessa .
Il giorno dopo alle tredici stacca dal lavoro, va a casa pranza con i figli e poi si concede un riposino. Sdraiata sul letto non riesce a dormire, pensa alle parole del marito ed al BAM BAM sotto al letto.” Devo almeno scartarlo prima che Gianni se ne accorga” pensa. Si allunga sotto il letto, prende la confezione e la apre, prende in mano il bestione e lo fissa, è più lungo del suo avambraccio e largo come il suo polso, la mente vola a quel pomeriggio ancora caldo. L’eccitazione sale, la voglia di provare è irresistibile. Si sfila la tuta, poi le mutandine, prende il dildo ed inizia a baciarlo sulla cappella. Apre il comodino, prende il suo lubrificante, lo cosparge sul cazzo di gomma che alla base ha una ventosa ,poi lo fissa al pavimento. Restando in piedi prende il suo vecchio vibratore e lo succhia avidamente, se lo porta all’ingresso della fica ed inizia a stantuffare. Quando si sente pronta lo estrae ,lo lancia sul letto ed appoggia le labbra aperte della fica sul bestione che spunta dal pavimento .Lentamente il grosso vibratore entra, Bruna è in estasi, appoggia le mani al letto ed inizia a fare su e giù. Lentamente si abbassa fino ad inginocchiarsi. Buona parte del gigante è dentro, Alla fine esausta si butta sul letto a gambe aperte, il cuore batte forte ,poi lentamente rallenta e la signora si assopisce.
Scorrono le settimane, Bruna ed il marito lo fanno con gli stessi ritmi di sempre ma ora sono in tre, lei, lui e il BAM BAM. Gianni si scalda molto quando vede la moglie accogliere il bestione. L’ultima volta era super eccitato , lei era carponi sul letto, lui con una mano le massaggiava il ventre e con l’altra guidava avanti e indietro il vibro nero mentre lei gemeva e nascondeva il viso nel cuscino. Il cervello di Gianni era spento, ora è il suo piccolo cazzo che prevale, vuole la fica della moglie. Estrae il grosso dildo gocciolante, si porta dietro al moglie, la prende per i fianchi e pompa con tutta la forza e velocità di cui è capace. Gli sembra si scopare nel nulla, quella che era una fighetta da verginella ora è un largo tunnel ma ora non importa. Trenta secondi ed il suo cazzino inizia ad eruttare copioso, Gianni si distende sulla moglie che frana sul letto, restano così per alcuni secondi .Lentamente ed ansimando Gianni si rialza, il suo sguardo cade sulla busta del preservativo ancora intatto sul comodino, d’istinto osserva la vagina della moglie traboccante di sperma.
“ ho ho, ho fatto un guaio” balbetta alla moglie indicando il suo uccello ancora duro ricoperto di sperma ,“ma ma cosa cazzo ti passava per la testa” risponde lei passandosi la mano sulla fica .”ero troppo carico, ho perso il senno, ma non ti preoccupare così, non è detto che tu sia per forza incinta”, ribatte Gianni ma Bruna lo interrompe con ” Si si, non ti preoccupare ma se sono incinta il bambino lo devo fare io”. Lei si alza e va in bagno per lavarsi e Gianni fa spallucce non sapendo ancora che Bruna è stata di nuovo fecondata. La conferma arriva dopo un mese, ora siamo ad inizio novembre, Bruna è ancora incinta, Cinzia appena ne viene a conoscenza fa i complimenti a Bruna ma poi le chiede “ i giovani neri di quest’estate non centrano vero?”. Bruna un poco scocciata si inventa una storia e risponde “no no, non centrano, centrano i preservativi da discount di Gianni”. Cinzia la rincuora con “i figli sono sempre una cosa positiva e poi ora siamo tre a tre “ ed entrambe ridono. Brunilde continua la sua solita vita divisa tra casa, lavoro , figli e sente il proprio corpo che si adatta al nuovo arrivo, gli ormoni impazziscono e basta un niente per eccitarla, i suoi giocattoli e la giornata in vacanza sempre viva nei suoi ricordi fanno il resto.
Oggi è sabato e siamo vicino al Natale, quasi sempre Bruna il pomeriggio del sabato lo passa aiutando in parrocchia. Prepara il pranzo per marito e figli ,carica la lavastoviglie e parte per la parrocchia. Oggi vanno visionati e catalogati gli abiti, le scarpe e tutte le altre donazioni. Arriva al magazzino parrocchiale, vestita con piumino felpa, calzoni mimetici tanto di moda ora da cui si nota il pancino , scarpe da tennis e trucco leggero, incontra le sue amiche di sempre Vanna ,Dorina e Luisa che naturalmente chiedono a Bruna della sua salute ecc., poi iniziano a rovistare e a separare capi ed altre cose estratte dai sacchi di donazioni. Poco dopo arriva anche il parroco accompagnato da un ragazzo di colore, il prete lo presenta alle donne ,”il suo nome e Cisse, viene dal Sudan, è scappato a causa della guerra, è in Italia da quasi due anni, vive nel centro profughi qui vicino ed ha chiesto di poter aiutare in qualche modo.” Una rapida presentazione delle donne presenti e poi il parroco se ne va ricordando a Cisse che sarebbe ritornato per le cinque. Un poco imbarazzate, probabilmente perché ora non possono spettegolare come il solito, le donne gli spiegano il lavoro .Bruna incuriosita o attratta, lo osserva. Alto un metro e settanta, fisico gracile, capelli cortissimi, pelle molto scura e denti bianchissimi che risaltano, vestito con una tutta da ginnastica rovinata e scarpe usurate apparentemente timido. Passa un’ ora e le donne optano per una pausa, Vanna va a prendere caffè per tutti, Dorina si accende una sigaretta ne offre a Cisse che fa cenno di no. Luisa, gran curiosona, rompe gli indugi ed inizia a far domande a Cisse.”come mai qui, la tua famiglia e via discorrendo.” Lui risponde e racconta il suo peregrinare per i continenti e le disgrazie che dli sono capitate. Le donne ascoltano e siedono su due vecchie panche, Cisse incrocia le magre gambe e si siede su una coperta davanti a loro. La tuta aderendo lascia intendere un “pacco importante”. Le donne notano immediatamente. Bruna sente un nodo in gola e deglutisce. L’esperienza dell’estate gli rimbalza in testa, automaticamente . i già sensibili capezzoli si induriscono, la passera inizia a bagnarsi. Vanna ritorna con i caffè che vengono lentamente consumati, ascoltando Cisse, poi si torna al lavoro. Passa un’ora ed il cellulare di Dorina squilla e lei risponde. Dopo una breve conversazione Dorina si rivolge alle presenti e dice “ era il Don, deve correre fuori paese per una faccenda urgente, dovremmo riportare noi Cisse al centro” . Dorina dice subito “finito qui ho appuntamento dal parrucchiere”, e Vanna “ devo passare a prendere in bambini” . Luisa “mi passa a prendere mio marito e poi andiamo subito da mia madre all’ospizio”. La verità e che nessuna delle presenti se la sentiva di farsi vedere in macchina con un nero. Resta solo Bruna che guardano tutte sperando che acconsenta.” Va beh, se non potete lo porto io, ma ora finiamo” risponde un poco seccata Bruna. I capezzoli turgidi spuntano come chiodi dalla felpa, ed ogni volta che si china spuntano le belle chiappe sormontate da un perizoma minimale. Ormai sono le cinque del pomeriggio, fuori e buio ed il freddo cala sul magazzino, Vanna guarda l’orologio, saluti tutti ed esce. Poco dopo Dorina e Luisa dicono che ora di andare e Bruna risponde “ ok, ultimo sacco andate pure chiudo io. Dorina e Luisa salutano “ ciao Bruna , ciao Cisse”.
Il giovane ,allora, si avvicina a Bruna per aiutarla nel lavoro e farsi portare al centro. Il ragazzo non è un mostro di igiene, è da un po’ che non incontra il sapone, Bruna lo avverte chiaramente e infastidita gli chiede “ l’ultima doccia quando l’hai fatta, vieni con me, ti mostro il bagno, datti una ripulita e poi ti riporto al centro”. Cisse un poco offeso acconsente, ed i due si avviano ad un angolo del magazzino dove sono situati i servizi ed entrano. Bruna porge all’ospite un pezzo di sapone ed un salviettone consumato e gli indica la doccia dicendo” la doccia e li, io esco e quando ai finito di riporto a casa”. Bruna esce ed inizia a pensare che è sola con un interessante ragazzo nudo dentro la doccia.Si appoggia con la schiena al muro e la mano parte per la vagina già umida, scivola sotto i pantaloni ed inizia a toccarsi. Poco dopo Bruna pensa “cosa stai facendo, ti comporti come una vera puttana” e toglie la mano .Passano i minuti e di cisse nessun segno. “Forse l’ho offeso e se né andato” pensa lei. Bruna si avvicina alla porta, bussa ed ad alta voce chiama Cisse. Nessuna risposta. Entra lentamente nel bagno, in quel momento il ragazzo sta uscendo dalla doccia con in mano il telo, nudo, magro, gambe esili ed un pene grosso e venoso che risalta sul corpo esile. Bruna resta a bocca aperta e non riesce a dire nulla, balbetta “ scusa scusa non volevo ed abbassa lo sguardo indietreggiando” Cisse sorride e vedendo i capezzoli che emergono decide di provarci, si avvicina rapido a Bruna e la avvolge con il salviettone. ” Presa ora sei mia” dice ridendo, la prende da dietro ed inizia a strusciarsi .”cosa fai ,smettila sono sposata ed incinta” risponde lei. Lui allenta la presa le toglie il telo di dosso la gira ed ora sono faccia a faccia e baciandola sulla bocca e sul collo le sussurra “se sei incinta allora non devi temere, un rapporto con me non lascia traccia”. Con le mani Cisse inizia a lavorare sotto la felpa. Bruna continua con voce sempre più sottile “no , no , no” ma oltre queste timide parole nessuna resistenza. La felpa vola e subito dopo il reggiseno, Cisse si butta a capofitto tra i rigogliosi seni eli strizza con decisione mentre succhia come un neonato. Bruna è ora senza difese , la fica predomina sulla ragione. Le mani scendono fino ai calzoni, pochi secondi ed anche questi cedono, resta il perizoma. I pollici di Cisse si infilano nei fianchi, un rapido movimento ed il perizoma si strappa e cade. Bruna in inverno non si rade la fica che è ora ricoperta di un folto vello. Il giovane continua a baciare la bella signora, le mani palpeggiano il culo e spinge il grosso cazzo ora eretto contro il pancino di lei. Cisse la spinge lentamente fuori dal bagno, con una leggera spinta lei cade su un cumulo di indumenti. Bruna è semisdraiata su degli stracci a gambe aperte, la spacca emerge dal folto pelo, lui in piedi ,il grosso cazzo duro che svetta, fa freddo ed il fiato si condensa . Cisse si china su lei, indirizza il suo cazzo all’ingresso della fica di Bruna, alza lo sguardo e fissandola inizia a spingere. Lei si morde le labbra e lo accoglie, pochi colpi ed e dentro tutto, Cisse la abbraccia ed stantuffa costante, Bruna porta le mani sulle natiche scure di lui ed accompagna il movimento, dai due si alza una colonna di fiato condensato che sembra un treno a vapore. Gli occhi Bruna si illuminano, l’orgasmo arriva., con le unghie graffia il culo di Cisse che urla le prende le mani e gliele porta alle spalle e si ferma ad osservare le smorfie della donna. Torna la luce nella testa di Bruna che inizia a baciare Cisse con una foga a lei nuova, poi gli dice “ sdraiati, ora cavalco io”, Cisse lo fa subito, Bruna si alza su di lui, appoggia i piedi ai fianchi del ragazzo, con una mano tiene fermo il prepotente cazzo discende su di esso, pochi movimenti ed è tutto dentro. Inizia la cavalcata, le mani di lei sul petto di lui, il culo di Bruna pompa veloce e l ‘intero membro nero appare e scompare. Cisse palpa deciso le tette piene di latte, poi si dedica ai fianchi generosi. Alcuni minuti di sesso strepitoso ed il secondo Orgasmo arriva per Bruna, gridolini indecifrabili, quasi fosse indemoniata, escono dalla sua bocca, con le unghie stavolta graffia il petto dell’amante che grida anch’esso ,ma non di piacere. La donna sembra svenire e si lascia cadere su Cisse. Altra pausa poi Cisse “girati e mettiti alla pecora”. Bruna accoglie l’invito si mette in posizione e scodinzola come un cagnolino in segno di sfida. Il giovane , l’afferra ai fianchi ed inizia il terzo round. Questa volta è lui spingere le unghie nelle morbide chiappe di Bruna che dal dolore alza la testa, Cisse la afferra per i capelli e tira ritmicamente. L’orgasmo ora tocca a lui, Cisse si svuota le palle dentro la vagina della troia e si accascia su di lei che si lascia andare sul tappeto di stracci. Respirando forte il ragazzo si gira, anche Bruna si volta, lo bacia sulla bocca e gli sussurra “ bravo bambino, bravo, ora ti pulisco”, si sposta un poco ed afferra il grosso cazzo gocciolante ed inizia avidamente a succhiarlo mandando il compagno in estasi. Restano nudi ed avvinghiati per un poco poi Bruna guardando l’orologio esclama “ cazzo è tardi andiamo”. I due iniziano a rivestirsi ma Bruna blocca Cisse dicendogli “butta quella tuta orribile, ci penso io”. Alla fine escono dal magazzino, lei come era entrata (perizoma a parte) e lui con jeans armani, bomber e Timberland buttate da qualche ragazzo viziato. Cisse saluta Bruna e con una mano sul culetto le dice “ non ti preoccupare, al centro arrivo da solo senza problemi, CI RIVEDREMO?” .Lei gli da un bacio appassionato e risponde “CHISSA” ,dalla borsetta estrae il borsello ,prende cento euro , li piega li spinge in una tasca anteriore avendo cura si toccare per bene l’uccello del suo amante e continua “non ti offendere, servono più a te che a me”, ancora un bacio di fuoco e poi lei si dirige all’auto. Cisse tra se pensa che nuovi orizzonti LAVORATIVI si aprono. Bruna rientra frettolosamente in casa, il marito nota che lei è strana, preoccupato “ problemi, perché non hai risposto alle chiamate?”, lei fruga nella borsetta, prende il cellulare e risponde “ scusa, è arrivata tanta roba ed eravamo veramente occupate, faccio un bagno e preparo al cena”. Evita di baciare il marito e si avvia al bagno. Gianni è abituato agli sbalzi di umore della moglie e non da peso. La traditrice si prepara il bagno e si immerge nella vasca traboccante di schiuma, chiude gli occhi e ripensa al pomeriggio, li riapre e pensa “ e proprio vero, una volta provato il cazzo nero non puoi più farne a meno”. L’indomani dopo la messa, Dorina si avvicina a Bruna , la saluta e le chiede se è stato imbarazzante occuparsi del negretto. Bruna risponde che Cisse si era arrangiato da solo,poi Dorina poi le dice “sai ieri sera ho dimenticato la mia sciarpa e questa mattina sono passata al magazzino per cercarla, l’ho trovata ed ho trovato anche un perizoma come quello che portavi ieri, che buffo “ e sorride malignamente. Bruna fa finta di non dare peso e risponde “ ma cosa pensi“ ed un sorriso forzato compare sul suo viso. Le due si salutano e si avviano verso casa, ma nella mente di Dorina strani pensieri di fanno largo.

scritto da autore racconto erotico mambo

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