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Toilettes al Centro Commerciale
data racconti erotici 2013-09-06 19:07:20

genere: categoria racconti erotici bisex

Era un pieno pomeriggio caldo di Agosto, quel giorno in casa mentre mi godevo un bel film DVD porno alla TV dove delle attricette scopavano di brutto su dei bei cazzi duri e lunghi, ed io, invece da vero porco mi segavo e mangiavo patatine salate e scolare birra fresca, purtroppo la scorta e finita, erano le ultime bottiglie. Non ci pensai sopra e mi recai al centro commerciale a comprare qualcosa per la cena e rifornirmi anche di ottima birra, a quell'ora per fortuna non c'era molta gente, ed io avanzo a passo spedito verso il supermercato, ma qualcosa mi blocca, le mie viscere sono piene di urina e bisognose di scaricare, chissà la colpa e della birra che ho scolato prima, adesso sta facendo un terribile effetto. Feci dietrofront a cercare una toilettes, ebbi la fortuna che era a pochi passi, non riuscivo più a trattenere il piscio nella vescica da camminare a gambe strette, mi diressi verso l'ingresso del bagno, e mi fiondai ad uno dei orinatoio con il cazzo già pronto da fuori con i pantaloni quasi calati da scoprirmi anche il culo. "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!" Non ne potevo più, feci una pisciata così lunga da starci quasi cinque minuti buoni. La mia espressione di godimento era celestiale, mi sembrava di stare al paradiso.

Non so come, oppure dalla fretta di pisciare, non mi accorsi che al mio fianco destro c'era un uomo sulla trentina, occhio e croce tre anni meno di me, non era malaccio, un bel moro con i capelli lunghi e vestito in modo stravagante tipico degli hippy, e in quel momento stava urinando, ho faceva finta. Guardai intorno c'erano altri orinatoi liberi e lui era lì, non capisco, i nostri occhi s'incrociano per un attimo senza capire perché lui stava lì, feci un cenno per dire: che cazzo guardi, l'uomo capì male o forse faceva finta di capire e di farsi i cazzi suoi, non i miei. Io, per non aver guai cerco di strullare il cazzo con calma e filarmela al più presto dalla toilettes, mentre lui senza parlare appoggia senza ritegno la sua mano sinistra sulla mia chiappa destra che stava scoperta per la fretta di pisciare, non mi accorsi che avevo allentato un po' troppo i pantaloni lasciando le chiappe quasi scoperte a vista di tutti, forse la cosa veniva interpretata male in un modo ambiguo, senza darmi il tempo di spiegare lui, ancora teneva con la mano destra il suo cazzo, e poi spinse con forza il suo dito medio nello spacco del mio culo da farmelo sentire la punta del dito. Non so come quel dito malandrino me lo trovo completamente ben ficcato dentro al budello e senza darmi fastidio, chissà forse il caldo o il sudore, abbia agevolato la penetrazione, ma la cosa che mi fece meraviglia e che lui continuava a immergere quel dito nel mio profondo sfintere senza che io, reagissi, anzi gradivo quel tipo di massaggio da lasciarmi soggiogare da lui. Godevo di quel dito senza ritegno da ridurmi ad una troia in calore, anche se in quel momento la mia coscienza era completamente in tilt. Tutto avvenne così in fretta che non potevo reagire e capire il pericolo, in quando stavo godendo di un dito di uno sconosciuto. Cerco di riprendermi levando la mano e mandarlo affar-inculo, ma sbuca fuori dalla piccola aletta che divide gli orinatoi con i pantaloni aperti e mostrando un pezzo di nerchia di notevole grandezza ficcato in mezzo a due cosce pelose, mai visto un cazzo così grosso da farmi sgranare gli occhi dallo stupore. "Ciao fichetta.. vedo che sei già pronto per assaggiare sta bella minchia dura!!", disse con sfrontatezza. Rimasi impalato a guardare quel bel cazzo duro, anzi durissimo e non so come mi venne voglia di succhiarlo, chissà sono una troia e non mi sono mai accorto, anche se dei flash di immagini dei film porno dove le attrice si dilettavano a succhiare cazzi di grande misura. Mentre volavo con la mente pensando a quei bei cazzi dei attori porno che sfondavano fiche e culi di quelle porche, lui senza chiedere permesso mise la mano sinistra sulla mia spalla destra, e con la sua mano destra impugnava ancora quella favolosa mazza dura, mentre mi spingeva con forza giù verso il suo cazzone che stava dritto ad aspettare qualcosa di caldo. "Scusa, signore, io non credo che...!!!" Tentai di parlare e creare scuse che non c'erano, in quando... in quel momento mi sentivo troia, ma fui subito zittito dall’impazienza di quell’uomo con due sberle in faccia. "Parli troppo troia. Giù, zitta e lavorami il cazzo con la bocca, sennò ti riempio di botte!!", ordina l’uomo premendo questa volta la mia testa in basso e obbligandomi ad inginocchiarmi. Il suo tono autoritario mi incuteva quasi timore e paura, anche se mi lasciai calare verso il suo cazzo duro, non ho capito più niente mi trovo in ginocchio, abbracciato a quelle gambe solide e massicce avvolte dai jeans, e il cattivo odore che emanava, e capì che non potevo fare marcia indietro, in quando ero obbligato a fargli la pompa sennò giù botte. "Sbrigati troia, non ho tempo da perdere qui dentro!!!", urla incazzato con altre due sberle in faccia. Non mi feci ripetere due volte che ho cominciato a succhiarglielo con ingordigia da vera troia, prima la punta, e poi piano piano tutto il resto con molta difficoltà, e poi curioso di esplorale il suo bel cazzone sono passato ai suoi coglioni con la lingua da iniziare a leccare ciascuna palla, assaporando il sudore aspro, anche se il gusto non era cattivo, ma era proprio l’odore dei coglioni che emanava pecorino molto accattivante. Poi salì lentamente verso lungo l’asta di carne dura, e leccai con molto gusto e infine circondai con le labbra la cappella. Iniziai a baciare la cappella, assaggiandola con le labbra e la lingua, molto lentamente, finché l'uomo stufo dal mio modo di perdere tempo mi strinse con forza i capelli sulla nuca facendomi un male boia, e affonda ancora dentro il suo randello duro con un colpo di reni. Ora avevo di nuovo tutto il suo cazzo ben ficcato dentro la mia bocca, e le sue belle palle dure mi sbattevano sul mento. Provai a ritrarre la testa, ma la presa dell’uomo era molto forte.

La mano dell’uomo mi stringeva come una tenaglia sulla mia nuca, e questa volta inizia lui a fottermi la gola con molta brutalità come se la mia bocca fosse una fica di donna, anche se la pompa dura qualche minuto, finché lui ad un certo momento mi blocca, ritrasse il suo cazzo dalla mia bocca e mi rialza dal pavimento da spingermi con forza dentro ad una cabina libera, mentre con un calcio l’uomo richiuse la porta dietro di sé, e poi mi fece calare i pantaloni scoprendo le mie chiappe ed inizia a toccarmi. "Adesso fichetta, non credere di cavartela con un pompino fatto male! E poi mi devo farmi sto bel l'ovetto piantato in questo culo da troia!!!", disse mentre si bagna due dita e me le infila di colpo nel mio povero culo vergine. Il porco per circa due minuti sditalinava lentamente l'apertura anale che diventava pian piano piacevole, anche se inizialmente ho gridato come una troietta in calore, il resto è successo tutto in un attimo con l'altra mano bagnata di saliva ha inumidito ben bene il suo bel cazzone, e senza chiedere permesso appoggiato la cappella all'ingresso anale e con un solo colpo me l’ha infilato tutto nel mio sfintere che si dilatava lasciando spazio a quel bel tarello duro, anzi durissimo che sinceramente ho pianto, non di dolore, ma di gioia che purtroppo e durato un attimo, anche perché mentre mi sbatteva, nel vero senso della parola, quel stantuffo di ciccia dura che stava riempiendo le mie budella straziate di dolore e gioia di sentire quelle sue palle dure e piene di sperma che sbattevano contro la mia delicata fessura del culo, ho iniziato lentamente a gemere come una cagna in calore e apprezzare quel bel cazzo che mi stava sfondato analmente. Molto probabilmente non se l’aspettava che io, ne godessi a prenderlo nel culo da lui, anche se il porco vedendomi a godere come una troia in calore, ha iniziato a gemere e a sbattermi sempre più velocemente per altri infiniti minuti che non ricordo, anzi percepì solo che stava per venire con delle grida e bestemmie, sembrava un matto, e poi ha tirato fuori il manganello sporco di sangue e merda, mi ha rigirato e il primo getto di sborra mi finì in gola, e spruzzò un altro getto di sborra in pieno viso. Mi ha colpito con tanti getti di sborra calda e bollente, tanta ma proprio tanta da affogarmi. Di colpo mi ha allontanato a se, come se tenessi la peste, invece ritorna quello che e un maschio soddisfatto dalla sua cagna. "Mi ci voleva proprio, sta fottuta!", fu il suo commento, mentre si è sistemato l’arnese ancora duro e sporco di cacca e sperma chiudendo nei jeans, e tirando su la lampo. Con quella faccia da cazzo che teneva, non disse altro: e mi lascia con un bel buco largo in mezzo alle chiappe in quel cesso puzzolente, imbrattato da tutte le parti del corpo del suo sperma e ancora scosso da quella forte emozione, io giacevo semi_nudo ancora attaccato al water, mentre il porco ha goduto senza aspettare che godessi anch'io, (adesso capisco le donne) con i pantaloni ancora calati sotto le mie chiappe, il suo sperma che colava ancora caldo dal mio culo-rotto e slabbrato da quel bel cazzone sconosciuto. E mentre il porco usciva soddisfatto aprendo la porta e senza alcun timore chi c'era nei bagni, e con molta spavalderia di chi non ha paura di nessuno. Mentre sentivo dei commenti strani e risate accompagnate con battute piccanti e volgari verso la mia persona, non mi accorsi di avere dei spettatori casuali che stavano a guardarmi e giudicarmi. Io mi giro incazzato, e li mando affar-inculo. Erano tre ragazzotti sui venti anni, che sbalorditi di vedere un buco di culo del tutto slabbrato e sperma che fuoriusciva dal culo-rotto, e senza se e ma... le tre carognette stavano ancora all'ingresso a guardarmi come dei lupi affamati e senza pudore si stavano massaggiando i gonfiori delle loro patte dei pantaloni, si guardano senza parlare e facendo cenni d'intesa e poi sorridono, anche se uno di loro senza permesso entra dentro la toilettes chiudendo la porta dietro a se, mentre i suoi compari facevano da palo fuori, incurante della mia presenza come tutto glie dovuto si caccia un bel cazzo dritto e duro ed io, troia del tutta persa allargai le chiappe e porgendo a lui come per dire: sono già pronto per il tuo cazzo duro e anche per gli altri due cazzi che stavano fuori a disposizione, anche se contai più di tre cazzi, non so... forse persi il conto, oppure c'era delle nerchie imbucati da imbucarmi e farmi il pieno da straboccare il budello di sperma. Prono su quel water ricevetti non so quante nerchie dure nel culo da far scintille e lasciarli spompati del tutto quei cazzi duri e sconosciuti, e poi andarsene soddisfatti di aver svuotati i coglioni pieni di sborra. Ed io, non mi posso lamentarmi questa volta ho goduto veramente come una vacca, feci il pieno di birra e cibarie varie, e non dimentichiamo la sborra.





By Mimi

scritto da autore racconto erotico Mimi

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