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Scritto da Abraxas, genere orge

Lea stava imprecando sul bordo del'isolata strada di campagna… erano le due e trentacinque di giovedì tredici agosto e stava impegnando tutte le proprie forze nel tentativo di cambiare la ruota della sua Yaris, quando s'avvicinò una vecchia 164 rossa con a bordo quattro ragazzi. Brutti ceffi, arie da galera, tipi poco raccomandabili. "hei, bella, serve una mano ?" chiese quello a fianco del guidatore, aprendo lo sportello. "No, grazie, ho quasi finito…" rispose Lea, per niente convinta dei quattro individui. "Lascia, faccio io…"ribattè Fausto prendendole il crick dalle mani. Ci mise pochi minuti a cambiare la ruota e mentre Lea, nervosissima (gli altri tre nel frattempo erano scesi dalla vettura e le si erano avvicinati…) si apprestava a congedarlo con gentilezza, la lama di un coltello brillò alla luce della luna d'agosto e si posò sotto il suo mento. "Vieni con me !" fu il secco ordine di Paolo. Che la portò sino alla 164 e la fece sedere sul sedile posteriore. Fausto e Tony presero la Yaris di Lea mentre Paolo e Ciro stavano sulla grossa Alfa. Svicolarono in una stradina di campagna ed arrivati in una larga piazzola, spensero le luci. La fecero uscire dalla vettura e tirarono giù il ribaltabile: era chiaro ciò che volevano da lei… La denudarono in piedi, palpandola ovunque. Lea era nuda, stretta tra i quattro ragazzi, con le loro mani sulle poppe, sul culo, sulla fica, sulla pancia, sulle cosce, sulla schiena, infine la trascinarono nella vettura. Fausto stava in ginocchio sul sedile, con le mani le serrava fortemente le caviglie e fissava le grosse tette che danzavano mentre se la scopava. Paolo, sdraiato sopra di lei, le venne nella pancia, stringendo i grossi glutei della ragazza. Tony se la scopò alla pecorina, riempiendole la pancia di sborra e strizzandole le grosse tette. Ciro la inculò fino alle palle. Il tutto non durò nemmeno un'ora, dopodichè Lea si ritrovò da sola a guidare verso casa, fumando nervosamente e cercando di pensare solo alla guida. Si accostò quando si accorse che a causa del lavoro di Ciro il culo aveva perso elasticità e si cagò nelle mutandine. Appoggiò la testa al volante e pianse per più di un'ora. Passarono alcuni mesi da quel giorno. Era una notte di marzo. Lea percorreva la lunga strada che tagliava la campagna deserta, quando venne sorpassata da una macchina con a bordo tre giovani che la fissarono rivolgendole baci e sorrisi. Elana rispose strizzando l'occhio a quello a fianco dell'autista. La Punto con i tre ragazzi a bordo mise la freccia e si accostò sul ciglio della strada. Per tutta risposta Lea accelerò violentemente e si perse nella notte. La ritrovarono un paio di chilometri più avanti, intenta a cambiare una ruota ed accostarono. "Serve aiuto ?" domandò gentilmente uno dei giovani che nel frattempo era sceso dalla vettura, e trasalì nel vedere che Lea, inginocchiata nel tentativo di inserire la ruota di scorta, aveva un capezzolo fuori dal reggiseno. "Mi faresti un grande favore…" rispose Lea con un sorriso ammaliante, con gli occhi del giovane sempre puntati sul capezzolo in libera uscita. "Hai un capezzolo fuori…" fece osservare il ragazzo, mentre gli altri due si erano avvicinati alla Yaris. "Non ti piace ?" ribattè Lea abbassandosi le spalline del vestito e liberando le due grosse tette… Pochi minuti dopo era nuda sulla Punto con un grosso cazzo infilato nel culo, mentre gli altri due ragazzi si raccontavano di come se l'erano scopata. A giugno fu il turno di altri due. Ad agosto altri quattro. Ci furono più di trenta casi di aids nell'anno da quelle parti.

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